VERDI, PRENDITI IL TORO! - Notizie Toro - blog1

Vai ai contenuti

VERDI, PRENDITI IL TORO!

blog1
Pubblicato da in giornali ·



Crederci. Sempre e comunque. Nel bene come nel male. Se si acquista un giocatore considerato top, che nelle aspettative deve far compiere alla squadra il salto di qualità, bisogna poi dargli fiducia e schierarlo con continuità per farlo sentire tranquillo. Perché la tranquillità porta sicurezza. E la sicurezza ti permette di poter provare qualche giocata importante. Se invece dopo una partita giocata male lo metti in panchina per poi gestirlo con il misurino del farmacista, lo blocchi a livello psicologico e strada facendo lo perdi. Quindi Simone Verdi va fatto giocare. E’ stato acquistato per migliorare il Toro? E’ costato tantissimo? E’ il giocatore che voleva il tecnico? E allora non bisogna ripetere l’errore, anzi gli errori, del passato quando sono stati spesi tanti soldi per un big. E’ successo con Ljajic,Niang, Zaza e ora la situazione si sta ripetendo con Verdi. Le attenuanti per i tecnici ci sono: alcuni di questi sono stati presi all’ultimo giorno di mercato e non hanno avuto la possibilità di fare la preparazione col gruppo, capire gli schemi, ambientarsi: ultimi della serie, proprio Zaza e Verdi. Chiaro che sarebbe meglio prenderli con largo anticipo. SI PARTE CON LJAJIC Tutto comincia nel luglio del 2016 quando il Toro versa 9,3 milioni alla Roma per prendere Ljajic, reduce dal prestito all’Inter. Il serbo ritrova come allenatore Mihajlovic: la cifra lo rende l’acquisto fin lì più oneroso della gestione Cairo. Impiegato nel tridente offensivo con Iago Falque e Belotti riesce a mettersi in evidenza. Poi il calo. La panchina. Il cambio di ruolo: un po’ sulla fascia, un po’ come seconda punta o trequartista. C’è qualche confronto molto duro con Sinisa e finisce nel dimenticatoio. Una panchina dopo l’altra, diventa (chissà perché) un peso. E con Mazzarri il colpo di grazia: lui chiede garanzie, il tecnico non gliele concede. E arriva la cessione dopo 65 presenze e 18 gol. Passa al Besiktas per 6,5 milioni. Inutile dire che il serbo, con le sue grandi qualità tecniche, avrebbe fatto molto comodo a questo Toro e non insistere su di lui è stata una “leggerezza” che alla lunga si è pagata a caro prezzo. CLAMOROSO NIANG Da un impegno finanziario all’altro. Anche qui c’è la richiesta di Mihajlovic. Il 31 agosto 2017 il Toro comunica l’acquisto di Niang. Passa in granata in prestito con obbligo di riscatto, dal Milan: complessivamente viene pagato 14 milioni di euro e diventa lui il giocatore più pagato dell’era Cairo. Ma il risultato? Come Ljajic. Anzi peggio: in granata resta una sola stagione segnando 4 reti in 29 presenze. Ma molto spesso va in panchina per poi entrare a partita in corso. Non ha certezze. Un po’ fa la seconda punta, altre volte viene impiegato da esterno. Anche per lui mai continuità. Si innervosisce, scivola ai margini. E al termine della stagione viene ceduto al Rennes dove, tra l’altro, sta facendo benissimo. I granata, tra prestito e riscatto, recuperano la cifra spesa, ma resta il fatto che anche per lui vale lo stesso discorso: il giocatore preso per il salto di qualità ha fallito anche perché non si è creduto in lui. E QUINDI ZAZA Simone Zaza viene acquistato dal Torino il 17 agosto 2018 in prestito con obbligo di riscatto per una cifra complessiva di 15,6 milioni di euro (acquisto più caro, tanto per cambiare). Fa il suo esordio in granata nella partita casalinga contro la Spal alla 3ª di campionato (1-0). Segna la sua prima rete il 30 settembre, nella vittoria esterna (0- 1) contro il Chievo. A fine stagione termina con solamente 4 gol in campionato e anche per lui molta panchina. Preso per un tridente da sballo con Belotti e Iago, è caduto nel dimenticatoio. Non ha potuto svolgere il ritiro con la squadra e, quindi, non ha metabolizzato gli schemi. Quest’anno giusto un filo meglio: 15 presenze e 5 gol. Ma questo non gli è servito per diventare titolare. E ora Verdi, (anche lui) il più pagato (23 in tutto). Fatelo giocare, dategli fiducia.
fonte tuttosport


Torna ai contenuti