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Toro Club VALTRIVERSA “PULICI”

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Un cuore granata che batte forte nell’Astigiano. Un gruppo di tifosi sfegatati che vive la fede per il Torino come fosse una religione. Il Toro Club Valtriversa Granata è uno dei più importanti circoli di torinisti del Piemonte. Nato nel 2006 sulla scia dell’entusiasmo per l’arrivo del presidente Urbano Cairo, negli anni è diventato un punto di riferimento per tutti gli abitanti della Comunità Collinare Valtriversa, unione di 6 piccoli centri. «Dall’idea di creare il club fino alla sua nascita – ha detto lo storico presidente Felice Torchio – è passato pochissimo tempo. Siamo nati nel 2006 e abbiamo festeggiato il ritorno del Toro in serie A con la prima cena ufficiale a cui partecipò anche l’indimenticabile don Aldo Rabino. Con la sua preziosa collaborazione, inoltre, siamo riusciti a intitolare il club a Paolo Pulici, battezzando la nuova denominazione con un evento a cui hanno partecipato circa 350 persone e i giocatori dell’epoca David Di Michele e Tommaso Vailatti». Attivi nell’ambiente Toro, i soci valtriversini hanno abbinato alle attività strettamente legate alla fede granata anche una serie di eventi di beneficenza con l’obiettivo di regalare un sorriso ai meno fortunati:«Dal 2010 abbiamo dato un’impronta solidaristica alle nostre attività. Per i più piccoli abbiamo organizzato degli eventi in occasione delle festività natalizie e pasquali, con i due progetti “Pasqua con l’uovo del Valtriversa” e “Natale con Babbo Granatale”». Sport e beneficenza,fede e disponibilità nell'aiutare il prossimo. Il tutto, senza dimenticare gli appuntamenti con i protagonisti della storia del Toro: «Nel 2011, con il Torino impegnato nella lotta per ritornare in serie A e poi promosso a fine stagione, ci fregiamo di aver portato fortuna al mister Gian Piero Ventura, ospite a una delle nostre cene durante il campionato. Ventura è stato premiato dal presidente onorario Paolo Pulici insieme con Giuseppe De Feudis e un giovanissimo Simone Verdi. Sempre con Puliciclone, nel 2015, abbiamo festeggiato lo scudetto conquistato dalla Primavera in un evento a cui hanno partecipato fra gli altri anche Massimo Bava (attuale direttore sportivo granata, ndr), il tecnico di quella squadra Moreno Longo e i giocatori Valerio Mantovani e Gabriel Debeljuh. Nel 2016 abbiamo celebrato il decennale dalla fondazione del club con una serie di eventi: prima un torneo di calcio a 5 a cui ha partecipato anche una squadra del Toro, poi una mostra sul Grande Torino allestita da Giampaolo Muliari e, infine, un dibattito a tinte granata con Pulici, Claudio Sala e Natalino Fossati. A conclusione dei festeggiamenti, l’immancabile cena con quasi 400 tifosi. In quell'occasione abbiamo destinato una somma di denaro ai terremotati di Ussita (in provincia di Macerata, ndr). Per la rinascita dello stadio Filadelfia abbiamo deciso di dare il nostro contributo acquistando un seggiolino in tribuna (settore C, fila I posto 19, ndr)». La storia del Tc Valtriversa è stata scandita dalla scomparsa, nel 2018, di due soci fondatori, Roberto Guazzo e Giovanni Gallo, che hanno lasciato un vuoto incolmabile all’interno del club: «Alla cena sociale successiva alla tragedia, a cui hanno partecipato Iago Falque e il direttore operativo del Torino Alberto Barile, abbiamo deciso di creare il premio “Roby & Giò”, dedicato alla memoria dei nostri amici e consegnato a Vittorio Parigini». Negli anni, il circolo di tifosi astigiani è divenuto famoso anche per il premio “Pintùn Granata”: si tratta di una bottiglia di 12,5 litri di vino del territorio che ad ogni stagione è stato consegnato a un calciatore che si è distinto con la maglia granata. Il primo ad aggiudicarsi questo riconoscimento è stato, nel 2008, Matteo Rubin, e a seguire sono stati premiati i vari Angelo Ogbonna, Danilo D’Ambrosio, Simone Verdi, Sergiu Suciu, Mattia Aramu, Simone Rosso e Andrea Belotti. Quest’anno toccherà a Emiliano Moretti. L’attualità, per i tifosi di Valtriversa, è l’inizio di stagione da dimenticare del Torino di Mazzarri. Il malcontento nell’ambiente granata si legge anche nelle parole del presidente del club: «La fede per il Toro non si discute, ma così non è possibile andare avanti. Ci aspettiamo un cambio di rotta radicale da parte di squadra, allenatore e società. Noi ci mettiamo il cuore ad ogni partita, in casa e in trasferta, e anche nel derby saremo presenti allo stadio per incitare i nostri beniamini. Il Toro è la nostra passione più grande: speriamo solo che non ci facciano passare la voglia di andare allo stadio, tifare e divertirci».
fonte tuttosport


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