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TORO: VIGILI DELL’ANIMA

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Il cuore oltre l’ostacolo, nella vita come nel lavoro. E nella fede calcistica per il Toro, la stessa che aveva sposato Matteo Gastaldo, il vigile del fuoco scomparso il 9 novembre nell’esplosione di Quargnento (provincia di Alessandria) insieme con i colleghi Antonino Candido e Marco Triches. Tre morti assurde, tre famiglie distrutte dal dolore. Una tragedia provocata soltanto da una bieca, ingiustificabile, mostruosa follia del proprietario della cascina esplosa, Giovanni Vincenti, nella “speranza” di riscuotere in modo illecito i soldi dell’assicurazione (dopo la sua confessione, è stata indagata anche la moglie Antonella Patrucco). Una tragedia che ha colpito anche la grande famiglia dei tifosi di tutta Italia, che hanno scelto di dare una mano alle famiglie. Merito pure del Toro Club “Pompieri Granata” di Torino che, sposando l’iniziativa dell’Associazione Vigili del Fuoco di Alessandria di creare una raccolta fondi da devolvere ai familiari delle vittime (in aggiunta agli indennizzi che riceveranno dallo Stato), ha voluto parlare ai tifosi dalle pagine di Tuttosport. Quelli torinisti e non solo, perché il dolore e la solidarietà non hanno colore.  Un’iniziativa lodevole, ma anche un atto dovuto per chi, la notte dell’esplosione, si trovava in servizio sul luogo della tragedia: «Dopo essere stati avvertiti – ha detto Massimiliano Durante, vigile del fuoco e vice presidente del Toro club “Pompieri granata” di Torino – ci siamo subito recati sul posto e abbiamo partecipato alle operazioni di ricerca e di soccorso dei nostri colleghi e delle persone coinvolte. Quando abbiamo capito che erano deceduti ci siamo subito immedesimati in loro: non si può uscire di casa per svolgere il proprio lavoro e non tornare più. Con Matteo Gastaldo avevo partecipato al 66° corso di formazione dei Vigili del Fuoco nel 2008. Eravamo nella stessa struttura e avevamo avuto modo di chiacchierare, soprattutto per la passione comune per il Toro. La fede calcistica ci ha legati e poi eravamo rimasti in contatto sui social». Nel week end sportivo, tantissimi sono stati gli striscioni comparsi negli stadi italiani in memoria dei tre vigili del fuoco scomparsi. Al Rigamonti di Brescia, dove il Torino ha sfidato le Rondinelle sabato pomeriggio, dal settore riservato ai sostenitori granata (e non solo) si è levato il coro “Il pompiere paura non ne ha” che è stato accompagnato dagli applausi. Il giusto tributo da riservare a un fratello di tifo e ai suoi due colleghi che avevano perso la vita svolgendo il proprio lavoro. «Quel coro – ha aggiunto il presidente del club “Pompieri Granata” Lorenzo Fresta - ci ha riempiti di orgoglio, sia come vigili del fuoco che come tifosi. La gente granata è da sempre sensibile a queste iniziative e tanti Toro club italiani, così come anche molti tifosi di altre squadre, si sono schierati al nostro fianco. È bello che la fede riesca a legare i tifosi anche in queste circostanze particolari. Matteo era un grande appassionato granata, molto stimato e apprezzato nell’ambiente. Quello che ci gratifica nel nostro lavoro è portare un conforto a chi sta peggio di noi. Siamo una grande famiglia. Facciamo tantissimi interventi e lavoriamo spesso nell’ombra. Non abbiamo bisogno di essere celebrati: la nostra missione è dare una mano agli altri in qualsiasi circostanza». Del resto, i vigili del fuoco sono così. Li vedi sfrecciare per strada, a sirene spiegate, e ti senti al sicuro. In una situazione di pericolo, quando pensi che tutto possa volgere al peggio, sai di poter contare su di loro. Con il casco indosso e la giacca ignifuga catarifrangente: per proteggersi dalle fiamme e illuminare il buio interiore di chi resta con il fiato sospeso dopo una catastrofe. Spalla per chi in un momento spera e in quello successivo si dispera. Sempre un passo avanti quando c’è da intervenire, due indietro quando c’è da prendersi i meriti La paura, per chi è abituato a sfidare le fiamme e la follia della natura e dell’uomo, non è contemplata. Un diktat per chi fa questo mestiere, che i soci del Toro club “Pompieri Granata” interpretano anche nel tifo: «Lo spirito granata è un incitamento a non mollare e a gettare il cuore oltre l’ostacolo. La grinta e il carattere certificano la forza di una squadra e, su questo, alcune partite storiche del Toro ne sono la testimonianza. Qualsiasi siano i risultati della squadra, la tifoseria non la abbandonerà mai: questo è quello che ci rende unici, anche nelle circostanze meno felici, nel calcio e nella vita. Nel nostro lavoro non ci siamo mai posti limiti: guardiamo all'obiettivo, ed è questo che ci piacerebbe vedere in campo nei ragazzi che indossano la maglia granata. Noi ci siamo sempre, in casa e in trasferta». Dopo la maratona in tutta Italia per seguire il Toro, quella di solidarietà per aiutare le famiglie delle vittime dell’esplosione di Quargnento. Si può dare un sostegno tramite un contributo a: Associazione Vigili del Fuoco di Alessandria, Ubi - Banca Regionale Europea, filiale di Alessandria. Iban: IT49B0311110400000000005382. Causale: sostegno alle famiglie di Antonino Candido, Matteo Gastaldo, Marco Triches. Una carezza sincera per scacciare le paure di chi ha perso un familiare e ha trovato un eroe.
fonte tuttosport


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