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TORO, SAI FAR SOGNARE? «IO MI ASPETTO PROGRESSI»

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Dopo la sosta non poteva esserci partita migliore. Ed è per questo che il volto di Walter Mazzarri, nella conferenza stampa di vigilia, è disteso. Era preoccupato prima del Lecce, dopo la pausa di settembre: il Toro ha fatto la frittata. Era in apprensione prima dell’Udinese, dopo quella di ottobre: il Toro ha rifatto la frittata. Contro l’Inter, però, non c’è bisogno di tenere il gruppo sulle spine: la sfida contro i nerazzurri si prepara con argomenti più semplici. A tal punto da far sbilanciare WM sul valore della propria squadra: «Se ci comportiamo come sappiamo fare, possiamo dare fastidio a tutti. Conoscete i numeri dell’Inter, quindi parliamo di noi: una partita così si carica da sola». Come a dire: il valore dell’avversario non si discute, ma ricordatevi che ci siamo. Il Toro prima di tutto, insomma. Davanti anche alla voglia di rivalsa nei confronti di un passato nerazzurro amaro: «Penso soltanto al mio club, giuro». Anche perché il tempo, con Mazzarri, é stato galantuomo: prima di rivedere un’Inter degna di questo nome ci sono voluti anni, ma soprattutto la proprietà Suning. Il confronto con Antonio Conte, poi, stuzzica l’avvicinamento a Toro-Inter. Si potrebbe definire il derby dei sanguigni, di chi vive il calcio in maniera totale. Anche Walter si riconosce in questo stile di vita: «Lui ha fatto una carriera straordinaria, è un grande allenatore, si dice che sia un grande lavoratore e lui pensa la stessa cosa di me. C’è stima e c’è rispetto tra di noi, chiaro che quando siamo avversari cerchiamo di fare gli interessi della nostra squadra». Professionisti con la P maiuscola a confronto, che per i propri giocatori si butterebbero nel fuoco. Fuoco che Mazzarri spera di vedere stasera nel suo Toro: «Nelle ultime due gare si è rivisto molto della squadra del girone di ritorno dell’anno scorso, perché si sono riacquisite cose che poi abbiamo perso. Se facciamo quel che si è fatto di recente con ancora più voglia di prevalere, possiamo mettere in difficoltà l’Inter». Toro coraggioso sì, ma anche incerottato. Il tecnico granata fa la conta: «Millico si è fermato, lo volevo convocare ma non ho potuto. Anche Laxalt, ma non si dovrebbe parlare di uno stop lungo: per questa partita però non è disponibile. Per Lyanco invece è una cosa lunga. A Iago Falque serve ancora un po’ di tempo. Bonifazi invece sta bene, dovrebbe tornare in gruppo a inizio prossima settimana». Senza contare il recupero in extremis di Baselli e il rientro tardivo di Rincon, a Torino solo da giovedì. Poi ci sono quelli che al Filadelfia ci sono rimasti: Simone Verdi e Alex Berenguer. Sul primo, Mazzarri allenta la tensione: «Nel primo tempo a Brescia ha fatto molto bene, è entrato nei due gol fatti e in altre azioni. Non deve pensare al suo prezzo, ma solo a giocare a mille dando una mano nelle due fasi». Per lo spagnolo, invece, un po’ di miele: «Ha dimostrato di essere uno dei più in forma, giochiamo in 14, non bisogna dimenticarlo: può iniziare o subentrare». Chiosa conclusiva sul tema arbitri: «Non sono andato all’incontro di Roma, ma credo sia stato utile. Sarebbe bello che un arbitro ogni tanto venisse qui a parlarci». Da domani, magari. Oggi c’è spazio solo per Salvatore Sirigu, 32 anni Toro-Inter. Nient’altro.
fonte tuttosport


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