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TEST ALL’ULTIMO PER BELOTTI

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Andrea Belotti ha trascorso una settimana ai margini del Toro con la ferma intenzione di rientrarci nel giorno più importante: oggi alle 18 inizia una partita dirimente, per le sorti dei granata. Chiamati a dare un calcione all’incubo serie B. Un orizzonte che non era visibile in estate, ma che per colpa di una serie di risultati negativi la squadra di Mazzarri adesso scorge nitidamente. Genoa terz’ultimo a quota 10 punti, Torino a 14, questo recita l’attuale classifica, dopo il sonoro ko contro l’Inter. Una batosta con 3 gol di scarto frutto di una serie di madornali errori difensivi che, in dote, ha portato pure l’infortunio del Gallo. Prima colpito da una gomitata di Skriniar, quindi rovinosamente caduto a terra e vittima di un esteso ematoma tra fianco e costato. Tale, appunto, da precludergli la possibilità di prendere parte agli allenamenti in gruppo, dal post Inter in avanti. «Sì, il Gallo è stato costretto a lavorare a parte - ha confermato Mazzarri -: l’importanza che ha per noi la conoscete, nel corso della rifinitura si sottoporrà a un test decisivo, e la volontà è di provare fino all’ultimo a recuperarlo. Non saprei indicare la percentuale che abbiamo di riaverlo a disposizione, ma ripeto che una cosa è sicura: faremo di tutto perché ciò avvenga». In questo momento non ci sono quindi certezze, in merito all’impiego del capitano granata, ma la bilancia pende a favore del suo utilizzo dal primo minuto. Il perché nelle parole di Mazzarri: a maggior ragione in tale scenario, con un Toro all’affannosa ricerca di una propria identità, avere o meno il numero 9 al centro dell’attacco farà eccome la differenza. Per l’incidenza sotto porta di un giocatore fin qui autore di 13 reti (7 in campionato e 6 in Europa), e per la carica emotiva che la sua presenza darebbe a tutti i compagni. Quando, come troppo spesso è accaduto, la manovra si è stancamente trascinata innanzi, a suonare la carica molto spesso è stato proprio Belotti. Con una generosa rincorsa a un difensore, se non con una progressione a guadagnare metri nella metà campo avversaria. Sarà decisiva, la presenza del centravanti, anche alla luce del contributo fin qui offerto dai   suoi compagni di reparto. Zaza è partito benino, poi si è inceppato, Iago Falque è invisibile in quanto assiduo frequentatore dell’infermeria e Millico, in 11 minuti, non ha ovviamente potuto dimostrare granché. C’è poi Verdi, che anche oggi dovrebbe muoversi alle spalle del Gallo, il quale almeno sta evidenziando pur minimi segnali di ripresa. CHI DORME E CHI RIDE Chi nell’arco della stagione, ed è tra i pochissimi, ha quasi sempre messo in campo prestazioni di rilievo è Cristian Ansaldi. Puntuale anche nelle dichiarazioni e sereno, tanto da concedersi pure una pennellata d’autoironia: «Me dejaron solo, este se durmió (m’hanno lasciato solo, questo s’è addormentato) - ha scritto su Instagram di Baselli, dormiente al suo fianco sul treno per Genova, come da foto a corredo di pagina -. Anche io ti voglio bene, amico. Per la prossima fammi sapere che non vuoi viaggiare assieme a me». Seguono faccine sorridenti, quelle che il Toro conta di ritrovare a Marassi.
fonte tuttosport


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