TERZ’ULTIMO NELLE ULTIME 11 GIORNATE RISCHIA LA SERIE B - Notizie Toro - blog1

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TERZ’ULTIMO NELLE ULTIME 11 GIORNATE RISCHIA LA SERIE B

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Non c’è più il minimo dubbio: questo Toro è un asino. L’altra sera, dopo l’Inter, sia Mazzarri sia Cairo tornavano a puntare il dito contro i giocatori. I difensori, in particolare. Il succo: «Non si possono regalare gol così». Ci domandiamo: visto che i gol “incredibili” si propagano da agosto inoltrato (cioè dalle ultime battute dei preliminari di Europa League, e non solo per il caso Nkoulou scoppiato in occasione della gara di andata contro il Wolverhampton), a cosa servono gli allenamenti al Filadelfia? «E dire che io sono anche maniacale nelle spiegazioni tattiche», diceva sempre Mazzarri l’altra sera: ma allora le aggravanti si sommano persino! A scuola chi è che deve insegnare l’italiano a studenti ignoranti? Gli insegnanti, appunto. Alla stessa maniera: chi è che deve insegnare a giocatori che non sanno più difendere, marcare, anticipare, utilizzare la tattica del fuorigioco, adottare le contromisure giuste su punizioni, angoli, azioni in movimento e via dicendo? L’allenatore e i suoi collaboratori: è ovvio. Siamo a fine novembre: a cosa sono serviti 3 mesi di allenamenti a porte chiuse? Seconda riflessione: questi giocatori (gli stessi che un anno fa avevano invece eretto una Maginot davanti a Sirigu, con 15 partite senza subire gol in campionato) si sono bevuti il cervello da soli, per colpa di un maleficio, o forse non seguono più con la giusta fiducia, attenzione, abnegazione, con le doverose motivazioni e la stessa intensità le lezioni di Mazzarri? Lo sopportano ancora? Lo seguono ancora  con la stessa serenità di spirito della scorsa stagione? Con la stessa pazienza? «Sì, sì», rispondono i vertici societari. Davvero? Siamo sicuri? A noi risulta di no. Ribadiamo: non è un’illazione, la nostra. Proprio perché a noi risulta che molti elementi dello spogliatoio guardino ormai alle tesi dispensate da Mazzarri con crescente... scetticismo: diciamo così. Grave, gravissimo: nessun professionista (oltretutto strapagato a colpi di milioni di euro) dovrebbe permettersi uno sfacelo deontologico e morale di questo genere, indipendentemente da chi sia l’allenatore. Ma gli equilibri e le dinamiche di uno spogliatoio, lo sapete bene, seguono ben altre regole. E flussi. Nessuno ha giustificazioni. Non l’allenatore, tantomeno i giocatori, ma nemmeno Cairo. Anzi: tutto discende da lui, perché tutto, come sempre, discende dalla forza di una società e dalla sua lucidità e lungimiranza. Colpevole in estate, Cairo: quando non ha rinforzato adeguatamente e per tempo la squadra; quando non ha risolto in anticipo casi spinosi relativi ai rinnovi contrattuali (a cominciare da Nkoulou, per l’appunto: era da mesi che il problema era noto). E poi, durante l’autunno: non ha studiato, non ha trovato alcun antidoto alla deriva. Solo autoassoluzioni e refrain monotoni, di parte, uno più discutibile e sconcertante dell’altro. Come il disco dell’altra sera, ben dopo la mezzanotte, fatto risuonare all’uscita degli spogliatoi dopo l’ennesimo confronto dialettico con Mazzarri: ovviamente confermato da Cairo, aggrappandosi alla divina provvidenza (Gattuso costa troppo? E Davide Nicola? Costa poco ma non convince abbastanza?). Si può anche decidere che la soluzione migliore sia proprio tenere WM: e forse è davvero così, non esiste la controprova al momento. Soluzioni per aiutare il tecnico e rafforzarne il ruolo, allora? Il nulla. O solo brodini. Sono passate 13 giornate. Ma se considerassimo solo le ultime 11, il Toro avrebbe già un piede in B (8 punti come la Spal, che però ha giocato una gara in meno). Soltanto il Brescia (4 punti, ma deve recuperare il match con il Sassuolo) e il Genoa (5; in campo stasera proprio contro i ferraresi) hanno viaggiato a un ritmo peggiore. E poi: già ben 7 sconfitte. Come nello scorso campionato: ma a fine stagione! E 4 punti in meno rispetto a un anno fa dopo 13 turni: per trovare un Toro peggiore bisogna risalire al 2014 (12 punti; oggi 14). Solo 2 gare senza subire gol (contro Napoli e Brescia): addirittura 20 le reti subite. E il gioco? E la ferocia agonistica? E l’identità, la personalità, il coraggio? Lasciamo perdere. Lo spogliatoio è in ebollizione. Si susseguono anche i litigi tra i giocatori (vedi l’ultimo plateale scontro Sirigu-Izzo di sabato e le scintille tra De Silvestri e Lukic). Il nervosismo domina tutti dalla società alla panchina ai giocatori, sconquassando fiducia, unità e spirito di gruppo, motivazioni. Dal caso Robaldo al Filadelfia non ultimato, dal mercato alla società di carta velina fino al ridicolo ma comunque sconcertante caso Zaza (sabato sera non pronto a sostituire subito Belotti, mentre l’Inter segnava l’1 a 0 in 11 contro 10, perché non era adeguatamente vestito con maglietta termica e divisa da gara), è tutto uno sfacelo, un caos, un Toro allo sbando a ogni livello. Complimenti.
fonte tuttosport


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