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Serie A, Brescia-Torino 0-4:

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BRESCIA - Il Toro stravince per 4 a 0 (doppietta di Belotti su rigore nel primo tempo e bis di Berenguer nella ripresa), il Brescia del neoallenatore Grosso affonda come mai (quanti cori per Corini, dagli spalti) e Mazzarri respira a pieni polmoni: il risultato lo gratifica tutto, anche se la prova non è stata spumeggiante. Ma nei fatti non c’è quasi mai stata partita. I granata hanno fatto pesare la loro migliore qualità tecnica e colpito scientificamente, tornando a vincere dopo un mese e mezzo. Adesso, però, perché di vera resurrezione si possa parlare occorrerà attendere la sfida con l’Inter post sosta: quello sì un test vero, probante. Intanto, però, Mazzarri può esultare. Ossigeno allo stato puro.
Tutto facile per il Toro
Tutto facile e in discesa nel primo tempo, per i granata: e nonostante la scarsa verve di più d’un giocatore, in particolare Verdi, capace persino di incespicare sul pallone, a dispetto delle sue oggettive doti tecniche. Tutto facile perché il Brescia è di cartavelina, incapace di armare una ripartenza degna di questo nome e di proteggere Joronen con un minimo di efficacia. E si dimostra pure sciocco, in un paio di frangenti chiave (vedi il 2° rigore e l’espulsione di Mateju). Tutto davvero facile, così: basta tenere palla, al Toro. E bastano due guizzi, che diventano due rigori trasformati alla perfezione da Belotti (17’ e 26’).
Brescia in 10 al 15'
Verdi batte una punizione dal limite, la palla colpisce Bisoli e rimbalza sul braccio di Cistana, tenuto ben largo: per Guida è rigore senza se e senza ma, con le nuove regole (e automaticamente tornano alle mente le proteste dei granata per il mani di De Ligt nel derby, con grazia allegata...). Poi, una decina di minuti dopo, ancora Cistana, tra l’altro fresco convocato in Nazionale, perde male un pallone, Lukic avvia il contropiede, Belotti dribbla Magnani e tira dal limite, con Mateju che nei fatti devia di braccio in tuffo. Stavolta sono i varisti ad avvisare Guida: nuova trasformazione del Gallo, poi. Il Brescia resta un fantasma (cori per Corini), quindi al 41’ rimane persino in 10’: fallaccio di Mateju su Belotti e 2° giallo.
Cori per Corini
Si ricomincia con nuovi cori per Corini, dopo che lo speaker annuncia la sostituzione di Balotelli con il terzino sinistro Martella: brutto litigio tra l’attaccante e Grosso nello spogliatoio?, viene da pensare a caldo, al di là della “non prestazione” di Mario e del problema per il tecnico dell’uomo in meno in difesa. Si registra comunque una piccola scossa nel gioco per le Rondinelle, comunque: più forcing e ritmo crescente. Mentre i granata badano più che altro a far trascorrere il tempo senza scoprirsi. Ma riuscendo comunque a mangiarsi un gol colossale con Verdi, non a caso poco dopo levato per mettere Berenguer (Ansaldi col contagiri lo serve in mezzo all'area, dove l’ex napoletano è tutto solo: ma ciabatta fuori di sinistro). Poi, all’11’, all’improvviso, Sirigu rischia grosso e deve salvarsi con la sua qualità: doppia parata sui missili ravvicinati di Sabelli e Spalek. E da qui in poi il Brescia si sveglia per davvero, sfruttando la colpevole morbidezza granata. Poco dopo Donnarumma, neoentrato, invoca invano un rigore per una spinta di Izzo.
Laxalt-Berenguer: applausi
I locali attaccano generosamente, ma non sfondano, quindi in contropiede Belotti va vicino al tris (diagonale parato). Il Brescia torna nel recinto della delusione, i granata escono dal guscio e segnano ancora facilmente: buona azione sul centrosinistra con botta finale, piazzata e angolata, di Berenguer, smarcato da Laxalt (30’). Stavolta è proprio finita, per i lombardi. Joronen deve ancora parare su Belotti, la curva bresciana srotola uno striscione per Corini e poi, cantando, invita Cellino a guardarsi le partite. La squadra di Grosso evapora definitivamente e il Toro ne approfitta ancora in contropiede: 4 a 0 ancora di Berenguer, lanciato da Meité e bravissimo a infilare da fuori sull’uscita disperata del portiere (35’). Poi la fine, a quel punto davvero dietro l’angolo.



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