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RISCHIA PURE IZZO SI RIPROPONE MEITÉ

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Testa, gambe, tattica e tecnica: mai come negli ultimi giorni il lavoro di Walter Mazzarri è stato globale. Alla ripresa dopo la sberla di Udine è arrivato un duro confronto teso a svegliare le coscienze intorpidite dei giocatori, successivamente torchiati sul campo di allenamento. Dove il tecnico granata sta battendo ogni strada, per trovare quella che porta ai tre punti contro il Cagliari. A una prestazione che si possa avvicinare agli esordi contro Sassuolo e Atalanta, ma pure a quelle esibite contro Milan e Napoli (soprattutto nel corso della ripresa). E che non porti con la memoria alla squadra irriconoscibile della Dacia Arena, quella assimilabile alle versioni viste pure a Genova (contro la Samp) come a Parma (almeno fino al rosso di Bremer) e in casa contro il Lecce. Mazzarri ha studiato nuovi movimenti per accendere la fase offensiva, come pure è tornato sulle distanze da tenere in quella difensiva. Principi di gioco assoluti, ma pure contestuali alla prova che attende il Toro contro un Cagliari quinto della classifica non per caso, ma perché costruito da Giulini e assemblato da Maran con ottime capacità. NUOVA CHANCE Come sempre l’allenatore toscano ha lavorato anche tenendo conto della condizione di forma dei singoli, per scegliere la miglior formazione da mandare in campo domani. Le decisioni definitive non sono ancora state prese, ma rispetto a Udine si attendono alcuni cambi con la possibile esclusione di qualche nome illustre. Chi da tempo ha bisogno di tirare il fiato, ma tra preliminari  di Europa League, campionato e chiamate in azzurro fin qui è sempre dovuto restare sul pezzo, è Izzo. Il quale ha finito per accusare, e non soltanto in Friuli, la stanchezza. Possibile, anche alla luce del turno infrasettimanale che vedrà il Toro impegnato a Roma contro la Lazio, e quindi sabato nel derby, che questa volta possa riposare. Con Djidji che, più di Bonifazi, è tenuto in caldo per giocare dall’inizio. Il francese, titolare contro Atalanta e Lecce, ha poi disputato pochi minuti con Milan e Parma, salvo essere tenuto in panchina a Udine. DE SILVESTRI PIÙ DI LAXALT Legata al modulo è poi la scelta tra mediana e attacco. Presupponendo la linea difensiva a tre, resta in ballo il centrocampo a cinque con le due punte o la soluzione con un trio offensivo. In questo secondo caso sarebbe scelto Iago assieme a Belotti e Verdi, mentre nel primo si dovrebbe andare verso la staffetta tra lo spagnolo e l’ex del Napoli. Che Mazzarri decida di optare per la prima o la seconda modalità, dal Fila viene restituita la fotografia di un Meité in buone condizioni e particolarmente scalpitante. Dopo la prova negativa di Parma è entrato con il giusto atteggiamento contro il Napoli, quindi è rimasto in panchina contro l’Udinese. Anche sulle corsie non è da escludere un cambio, con De Silvestri che se la gioca con Laxalt. Ballottaggio non relativo alla stessa corsia, visto che uno è destro e l’altro sinistro, ma consentito in virtù dell’eclettismo di Ansaldi che può indifferentemente giocare su entrambe le fasce. Con il terzino romano dentro, l’argentino andrebbe a sinistra, mentre con l’uruguaiano dal primo minuto ad Ansaldi toccherebbe il presidio dell’out destro.
fonte tuttosport


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