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Operazione Verdi

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Nella testa dei tifosi granata c’è ancora quell’occasione mancata da Verdi a Brescia: assist di Ansaldi e lui, tutto solo, dall’altezza del dischetto tira malamente fuori. Uno con le sue qualità non può permettersi un errore del genere anche perché arrivava da una prestazione tutt’altro che positiva: tanti bassi e pochi alti. Si vede che il ragazzo ha delle qualità ma si vede anche che non riesce a trasformarle in giocate importanti. Quelle che servirebbero al Toro per scrollarsi da dosso quella precarietà che si porta dietro dall’inizio della stagione. E l’ex napoletano di tempo ne ha avuto. Nonostante questo è giusto insistere su di lui, tranquillizzarlo, dargli la possibilità di non sentirsi sotto esame per le prossime tre-quattro partite. Per questo alla fine della goleada di sabato scorso Mazzarri gli ha regalato solo carezze. «Ha giocato bene, soprattutto nel primo tempo è stato un punto di riferimento per la squadra. E’ calato un po’ alla distanza per via di una condizione fisica che non è ancora ottimale». L’operazione recupero è quindi cominciata con la carica dialettica del tecnico. LA PAUSA PER RIALZARSI Adesso c’è la sosta azzurra e il giocatore può lavorare per mettersi a posto sotto tutti i punti di vista. Mazzarri ed i preparatori lo seguiranno con particolare attenzione perché il suo recupero è indispensabile per cambiare la rotta della stagione del Toro. L’acquisto più oneroso della presidenza Cairo deve, però, metterci del suo sotto forma di “cattiveria” agonistica: e credere nelle sue potenzialità, cercare la giocata senza aver paura di sbagliare, liberarsi la testa da brutti  pensieri. Deve, semplificando il discorso, cercare di essere se stesso senza avere paure o l’assillo di dover strafare. Il tecnico, da sempre abile strizzacervelli, lavorerà molto su questo aspetto. Tra l’altro Verdi è stato preso anche per ottimizzare le punizioni dal limite visto che mancava un tiratore scelto e anche qui, sino ad oggi, i suoi tiri hanno lasciato molto a desiderare perdendosi nel vuoto.LA CURA: INSISTERE Ribadiamo: contro l’Inter, alla ripresa del campionato, l’ex napoletano dovrebbe giocare. Solo scendendo in campo con continuità può tornare ad essere protagonista come ai tempi belli del Bologna. I granata non devono commettere gli errori del passato quando non hanno saputo aspettare Ljajic, Niang e Zaza. Tutti giocatori pagati a peso d’oro che alle prime difficoltà sono Programmi modifi cati rispetto a settembre e ottobre: già domani tutti sulla bilancia al Fila TORO: SOSTA RIDOTTA ANCHE PER MOTIVI DI PANCIA! iepiloghiamo. Domenica 1° settembre, Atalanta-Torino 2-3, 2ª giornata: Toro a punteggio pieno con 2 vittorie su 2. Quindi la 1ª sosta del campionato per le Nazionali. I granata tornano a giocare lunedì 16 settembre: Torino-Lecce 1-2. E adesso saltiamo a domenica 6 ottobre: 7ª giornata, Torino-Napoli 0-0. Poi la 2ª sosta stagionale. Nuova partita domenica 20 ottobre a Udine: 1-0 per i friulani. Minimo comun denominatore? Un Toro non solo sconfitto, ma anche irriconoscibile in entrambe le circostanze, dopo lo stop. In particolare la scialba prestazione contro i leccesi evidenziò problematiche anche di natura atletica: lo stesso Mazzarri le ammise in conferenza. Poi, un mese dopo, Udine: là dove il Torino si dimostrò non solo troppo lento e prevedibile nel gioco, ma in primo luogo troppo poco feroce e motivato. Si salvarono 2 o 3 giocatori, a dir tanto. E fu quello l’inizio del periodo peggiore per la squadra di Mazzarri: lo scollamento mentale di Udine, il replay col Cagliari (1-1), la Waterloo di Roma (4 a 0 per la Lazio), quindi la sconfitta nel derby, ma almeno con una risalita caratteriale e nell’intensità. Non stupisce, insomma, che Mazzarri a Brescia, dopo la vittoria, puntualizzasse: «Stavolta voglio che dopo la sosta si riparta spediti, considerando che, dopo le pause, ricominciamo male». Appunto. Di giocatori in Nazionale non ne ha solo il Toro, ovviamente. E se ora saranno 9 i granata assenti, non sta certo meglio l’Inter, da questo punto di vista: Conte non ne avrà 12 di giocatori, nei prossimi giorni. E tra due sabati la sfida sarà proprio tra granata e nerazzurri. Le soste fin qui malamente scavallate hanno dunque denunciato due problematiche in particolare, al netto degli infortuni e delle difficoltà legate alle assenze di molti giocatori per quasi una decina di giorni: atletiche e mentali. Ma anche di alimentazione, in qualche caso: perché è già successo che alla ripresa del lavoro (finora sempre al giovedì pomeriggio, dunque dopo 3 giorni e mezzo di libertà) Mazzarri si sia ritrovato con qualche giocatore non ben collegato non solo con la testa, quanto a concentrazione, ma anche con la pancia, quanto a peso forma. A questo giro, non casualmente, il tecnico ha deciso di ridurre il periodo di ferie. Già domani pomeriggio la ripresa: dunque un giorno in meno di libertà rispetto al passato. E’ un modo anche per inibire eccessi prolungati di distrazione, diciamo così, per più giorni di fila: nonché viaggi troppo lontani. Alla fin fine i giorni di riposo dispensati nell’arco di 2 settimane potrebbero anche essere gli stessi, numericamente. Ma un conto è spezzare i periodi di distacco (e di stacco mentale, evidentemente), un conto è regalare quasi 4 giorni pieni di libertà, con magari il rischio che qualcuno si presenti al Fila poco dopo essere sceso da un aereo e con la testa ancora immersa in un depliant da “pacchetti vacanze”. Insomma, è pure un richiamo alla professionalità, quello di Mazzarri. Speriamo serva. ©RIPRODUZIONE RISERVATA MARCO BONETTO TORINO R L’ATTACCANTE SCARTATO DALLA JUVE TRASCINA L’UNDER 18 ALLA PRIMA VITTORIA STAGIONALE CON UNA TRIPLETTA: 5-3 CONTRO LA FIORENTINA I GIOVANI DI CAPRIOLO SCOPRONO UN NUOVO BOMBER PAOLO PIRISI TORINO Chi lascia la Juventus per il Toro, nel romantico immaginario granata, è già un idolo prima ancora di scendere in campo. Poi ci sono i ragazzi come Daniele Favale. Ieri trascina l’Under 18 del Toro alla prima vittoria stagionale con una tripletta, ieri l'altro (metaforicamente, s'intende) accompagnato alla porta dai cugini. La storia dell’esterno destro classe 2002 di Moncalieri è del tutto particolare: per lui lunga trafila nella scuola calcio bianconera fino all’Under 14. Quando però Madama deve decidere se fargli fare il salto da professionista, ecco servito un veto. Può succedere, ma al contempo può rivelarsi una mazzata per un ragazzino non abituato ai grandi no. Alla sua porta, però, nell'estate 2016 bussa la Pro Vercelli: l’occasione per Daniele è troppo ghiotta e lui non se la lascia scappare. Under 15 e girone d’andata con l’Under 16. Totale: un anno e mezzo coi bianchi, periodo nel quale fa vedere di essere un talento. Così, ecco il Toro. Che per lui ha un piano: iniziale apprendistato in Under 16 e sbarco in Under 17 l’anno dopo. Tutto come da copione: Favale affronta la stagione 2018- 2019 con la fame di chi sa di avere fra le mani il biglietto della lotteria. Lavora duro, giorno dopo giorno. In partita, fa quasi sempre la differenza, fidandosi dei consigli di Sesia, che lo fa giocare da esterno destro del 4-3-3. Già, perché il ragazzino ha numeri notevoli e un sinistro che spesso é una sentenza: si muove come il milanista Suso e le difese fatiFAVALE: E I PICCOLI MILLICO CRESCONO Il tecnico non vuole più che i giocatori “stacchino” la testa per quasi 4 giorni di fila. Difatti stavolta i giorni pieni di riposo sono solo 2: ieri e oggi SOLTANTO 2 GIORNI PIENI DI RIPOSO Così Mazzarri a Brescia: «Stavolta voglio che dopo la sosta si riparta spediti, considerando che, dopo le pause, ricominciamo male» «BASTA CON LE CATTIVE RIPARTENZE!» Daniele Favale, 17 anni, dopo essere stato tagliato dalla Juve è passato alla Pro Vercelli dove si è messo in grande evidenza. Il Toro lo ha notato e acquistato inserendolo prima nell’Under 16 e poi nell’Under 17. Adesso gioca con Capriolo cano ad arginarlo. Il bilancio di fine anno dice 15 gol in 23 gare di campionato. E anche Federico Coppitelli in Primavera si accorge di lui, premiandolo con la convocazione per l’ultima di campionato col Cagliari. Il Toro, che inizialmente prese Favale in prestito dalla Pro Vercelli, lo riscatta. Gli permette di svolgere il ritiro con la Primavera quest’estate, ma lo lascia sapientemente a disposizione dell’Under 18 per farlo giocare con continuità. Max Capriolo lo mette al centro del progetto. Non solo Belotti, Izzo e Sirigu. Perché il Toro, oltre ai tre azzurri consegnati al ct Roberto Mancini per le sfide di venerdì contro la Bosnia e di lunedì prossimo contro l'Armenia, può vantare la presenza di altri sei convocati (l’Inter, prossimo avversario, ha invece 12 giocatori in giro per il mondo). Rimanendo in Europa, spicca la chiamata di Sasa Lukic. Darà una mano alla sua Serbia: in programma ci sono i match contro Lussemburgo (giovedì) e Ucraina (domenica). La speranza del centrocampista è quella di mettere altri preziosi minuti nelle gambe. Sempre nel vecchio continente c’è Samir Ujkani: col Kosovo se la vedrà giovedì contro la Repubblica Ceca e domenica contro l’Inghilterra. La Nigeria ha chiamato Ola Aina, come di consueto: dopodomani l’impegno col Benin, domenica la sfida con il Lesotho. Tomas Rincon col Venezuela viaggerà verso Osaka per affrontare il Giappone. Diego Laxalt con l’Uruguay è atteso venerdì dall’Ungheria e lunedì prossimo dall’Argentina. Infine Lyanco, che con la Nazionale preolimpica del Brasile si immergerà nel Torneo di Tenerife. Due incontri: venerdì con l’Argentina, poi il martedì dopo contro la Corea del Sud. P.PIR. SONO NOVE I GRANATA IN GIRO PER IL MONDO RINCON IN GIAPPONE L’INTER, PROSSIMO AVVERSARIO, NE HA 12 “OUT” GRANATA SEMPRE KO DOPO LE SOSTE: PROBLEMI ATLETICI E MENTALI, MA ANCHE DI ALIMENTAZIONE stati messi ai margini. Ma torniamo a Verdi. L’annata trascorsa a Napoli, quasi sempre da panchinaro, lo ha sicuramente smontato. Doveva essere la stagione della definitiva consacrazione a grande giocatore e, invece, lui si è dovuto ridimensionare davanti a numeri imbarazzanti: appena 699 minuti giocati in campionato e solo 3 gol. E il più delle volte è entrato a partita in corso. Così, magari a livello psicologico, teme di essere ancora a Napoli. Senza dimenticare un altro aspetto di fondamentale importanza: il momento del Toro non lo aiuta a sbloccarsi, conta anche il contesto generale per un giocatore arrivato nell’ultimo giorno di mercato senza aver svolto una preparazione estiva consistente visto che sapeva di non rientrare più nei piani di Ancelotti. E anche per questo si spiegano gli ennesimi numeri striminziti: dieci presenze e nessun gol con la maglia del Toro. Un solo assist: a Parma per il gol di Ansaldi in una partita persa per 3-2 e condizionata dall’espulsione di Bremer. Ora bisogna sbrigarsi. La classifica dei granata, nonostante il successo di Brescia, mette i brividi. Ecco perché ci vuole un’accelerata da parte di tutti: le altre squadre che puntano all’Europa non stanno ad aspettare. E sono tante, troppe, le formazioni che stanno davanti ai sogni granata.
fonte tuttosport


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