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OCCHIO AL TIFO: CONTINUA IL TOUR DEGLI STRISCIONI

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A questo punto possiamo soprannominarlo “il tour degli striscioni”. O la “tournée dei lenzuoli”, se preferite. Chiamatelo come volete. Resta il fatto che i contestatori “striscionisti” hanno di nuovo colpito, in Rete. Nuove fotografie circolavano ieri in tarda mattinata tra chat e telefonini, Facebook e WhatsApp. Il verbo della contestazione mirata si propaga. A inizio novembre, dopo una notte evidentemente abbastanza insonne per qualcuno, comparve all’improvviso una serie di striscioni, un mattino diverso dal solito (il messaggio era sempre lo stesso: “Cairo vattene”). Striscioni apposti in coincidenza di stradoni e sottopassaggi dalle parti di Torino Sud-zona Lingotto: periferia cittadina, non troppo lontana dal Filadelfia. Poi, nei giorni immediatamente precedenti la partita contro l’Inter, vennero fuori le scritte sui muri: sempre “Cairo vattene”, ma anche qualche “game over”. Vernice rossa a pochi centimetri dal portone di ingresso del palazzo che, in pieno centro, ospita la sede del Torino (una sede abbastanza anonima in tanti sensi, peraltro). Scritte anche al Fila (su un cartellone poi fatto rimuovere dal Torino) e in altre zone della città. Quindi, ieri, l’esibizione mediatica della nuova “impresa grafica”. Sono tornati i “lenzuoli” e sono spuntati in due posti particolarmente significativi. Uno, notturno: sotto un grande cartellone stradale a Masio, paese di origine di Cairo e della sua famiglia, in provincia di Alessandria. L’altro a Superga, davanti alla facciata illuminata dal sole del primo mattino. Non sappiamo se “la mano” sia sempre la stessa. Di certo si possono notare somiglianze di scrittura e non solo di concetti, tra quei primi “lenzuoli” di inizio mese e quelli scoperti ieri in tarda mattinata. Viene da pensare che, quantomeno, provengano dallo stesso “humus”. Sino a una settimana fa avremmo scritto a cuor leggero che forse erano di “area” curva Primavera, per il semplice motivo che queste erano anche le indiscrezioni che rimbalzavano nell’etere dei “pissi pissi”. Ma adesso il muscolo dalle parti dello sterno è sicuramente appesantito, per cui evitiamo di lanciarci in illazioni: lo consigliano pure i gravi scontri scoppiati prima della partita contro l’Inter appunto lì, in curva, per carenze evidenti nell’opera di prevenzione e nella gestione della sicurezza. Carenze palesi, pericolose, emerse dopo che circa 400 ultrà nerazzurri avevano potuto acquistare i biglietti, nel corso di una settimana di vendita “libera”, stoppata dalle forze dell’ordine soltanto 4 giorni prima della partita. E questo, ovviamente, senza togliere manco mezzo grammo alle colpe dei violenti, di qualunque colore essi siano: non ci stancheremo di ripeterlo. I BIGLIETTI CON LA VIOLA La Questura di Torino ha subito arrestato 5 ultrà granata e annunciato che le indagini sarebbero proseguite per identificare e punire tutti i responsabili. Siamo qui che aspettiamo, considerando oltretutto che nessun picchiatore interista entrato allo stadio con “lame”, bastoni e aste è stato ancora beccato. Attendiamo anche di comprendere come si svilupperà la vendita dei biglietti per Toro-Fiorentina, domenica 8 (ma il gemellaggio tra le tifoserie induce per fortuna alla serenità di spirito, così come oggi a Marassi). Mazzarri, intanto, ha spiegato perché lunedì, alla ripresa, il Fila fosse chiuso, a differenza di quanto era stato promesso a inizio mese (e rispettato, per un paio di settimane): «Dissi che avremmo svolto allenamenti a porte aperte il primo giorno di ogni settimana, è vero. Ma puntualizzai: “se ci saranno i presupposti per farlo”. Così, dopo l’Inter, ci siamo riuniti. E con la società si è ritenuto che non ci fossero più quei presupposti». Il timore di nuove contestazioni, come sabato scorso nel secondo tempo, ha avuto il sopravvento. «D’ora in poi si valuterà di volta in volta la situazione, al di là del risultato. L’allenamento va svolto nel modo migliore con la giusta concentrazione, per poter lavorare bene».
fonte tuttosport


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