NESSUNO PARA COME LUI SIRIGU: TORO, FAI L’ITALIA - Notizie Toro - blog1

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NESSUNO PARA COME LUI SIRIGU: TORO, FAI L’ITALIA

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Un pieno di autostima a suon di record e l’abbraccio caloroso della gente di Palermo che l’aveva adottato e che ancora lo porta nel cuore: Salvatore Sirigu torna dalla Nazionale arricchito e, se possibile, ancora più forte. Servirà ogni stilla di entusiasmo azzurro sabato sera, quando il Toro si ritufferà nella bagarre del campionato e si ritroverà faccia a faccia con una delle corazzate, l’Inter di Antonio Conte. Da un ex ct che lo aveva portato con sé all’Europeo fino al condottiero attuale, Roberto Mancini, che lo vede scudiero ideale di Donnarumma, ma che sa benissimo quanto San Salvatore sia importante per carisma, personalità, esperienza e soprattutto per le prodigiose qualità tecniche che lo rendono uno dei migliori portieri d’Italia, numeri alla mano. E’ il più decisivo, il custode della porta che compie più interventi di tutta la Serie A, anche perché adesso il Toro ha smarrito per strada il bunker che, fino alla passata stagione, consentiva a Sirigu di evitare gli straordinari. Ora la retroguardia granata annaspa e il numero uno è la diga ideale, l’ultimo baluardo prima di capitolare e le sue prodezze sono aumentate inesorabilmente: sono 53 le parate complessive, molte delle quali determinanti, dato che supera quello di squadre che subiscono tanto, come Lecce (51), Spal e Parma (50) sul podio di una graduatoria in cui Sirigu farebbe volentieri a meno di comparire. «Ho staccato un po’ con il Toro in questi giorni in cui mi sono concentrato sulla Nazionale, adesso ricomincerò a pensare al campionato e alla partita contro l’Inter che è un passaggio molto importante», è la riflessione a margine della goleada sull’Armenia in un Barbera che non lo ha mai dimenticato e che lo ha coccolato come un figlio, con il calore dei tifosi manifestato a caldo, mentre Salvatore aspettava di salire sul pullman prima di raggiungere l’aeroporto. La nuova sfida di Sirigu e degli altri granata Nazionali come Andrea Belotti e Armando Izzo (che lotterà fino in fondo per un posto) sarà proprio portare al Filadelfia quello spirito che sta costruendo, mattone su mattone, le fondamenta della nuova Italia che guarda al futuro con il sorriso. Il portierone azzurrogranata è portatore sano di mentalità vincente in una Nazionale che fa dell’aggressività, dell’intensità, dell’armonia corale e del gioco propositivo un principio fondante: esattamente quello che finora è mancato al Torino e che Sirigu può contribuire a ritrovare. «La nostra è una Nazionale che sta crescendo e che è convinta dei propri mezzi, è un gruppo che sa cosa fare e come farlo. La continuità e l’identità di gioco sono fondamentali e questa Italia ha entrambe le cose». E si vede. Ora Sirigu, che pure in Nazionale ha dimostrato di essere molto più di un semplice angelo custode per Donnarumma, vuole ritrovare il sorriso anche nel Torino dopo la sosta: l’obiettivo è certificare che l’ampia vittoria sul Brescia non sia stata una semplice fiammella nel buio, quanto piuttosto il segnale di una svolta da confermare in una prova di maturità contro l’Inter. Per riscalare la classifica serve una difesa di nuovo d’acciaio, ma anche cambiare la mentalità: la Nazionale, in questo senso, è il miglior esempio possibile


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