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Nell’indifferenza del Fila un coro solo per Millico

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Nessuno si fida più di questo Toro. A partire da Walter Mazzarri, che ha scelto di anticipare di un giorno il rientro a regime della squadra, nonostante le quasi due settimane a disposizione per preparare la sfida contro l’Inter. Ma il sentimento di sfiducia serpeggia soprattutto fra i tifosi. Non c’è traccia di contestazione, a maggior ragione dopo la netta vittoria di Brescia. Nemmeno, però, emergono segnali di sollievo: la sensazione è che quella del Rigamonti non sia ancora da etichettare come la vittoria della svolta. Per questo motivo, le 200 persone presenti all’allenamento a porte aperte di ieri al Filadelfia sono rimaste in silenzio. Non è indifferenza, sia chiaro. E’ un sentimento più profondo: i tifosi osservano, si interrogano e rimangono accorti. Di questo Toro non c’è da fidarsi, non ancora almeno. Una grande prestazione contro l’Inter, forse, può ravvivare umori che rimangono sul chi va là. Tornando alle cose di campo, però, c’è una notizia da prendere col sorriso ed è legata alle condizioni di Iago Falque. Sta curando la lesione muscolare al quadricipite della coscia sinistra e per tornare a disposizione potrebbero bastargli poco più di quindi ci giorni. Non male, considerando il pessimismo che serpeggiava in casa Toro intorno allo stato di salute dello spagnolo. Più spigoloso, invece, il fronte Simone Zaza. L’attaccante lucano ha effettuato una seduta differenziata, proseguendo nella fase di assorbimento del trauma distorsivo alla caviglia sinistra che lo ha bloccato nella rifinitura di sabato scorso. Tempi di recupero ancora incerti, da monitorare giorno dopo giorno. Come i miglioramenti di Vincenzo Millico, che per un po’ rimarrà ancora la prima alternativa nell’attacco granata al tandem titolare Belotti-Verdi, naturalmente con la partecipazione speciale di Alex Berenguer. Il gioiellino del vivaio classe 2000 è l’unico ad essersi preso un urlo di apprezzamento: un tifoso lo ha invitato a non mollare, a tentare in tutti i modi di ritagliarsi un po’ di spazio nel Toro. Ecco, questa è l’immagine che più di tutte racchiude lo strano momento granata. Col popolo che ripone più fiducia nel futuro che nel presente, fonte di normale e comprensibile diffidenza. Almeno fino alla partita contro l'Inter: perché una Rondinella, intesa come il trionfo di Brescia, non può da sola fare primavera. E' chiaro a tutti: alla società, all'allenatore e ai tifosi. Ora dovranno capirlo anche i giocatori.
fonte tuttosport


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