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LA RESA DEI CONTI

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NUOVO FACCIA A FACCIA TRA L’ALLENATORE E LA SQUADRA SENZA LA PRESENZA DI COLLABORATORI E DIRIGENTI DEL TORO
Mazzarri le sta provando tutte per guarire il Toro. Batte e sbatte sulla testa dei giocatori, prova e riprova schemi e sistemi di gioco, si sofferma sui calci piazzati, sulle rimesse. Cura anche i particolari. Ma tutto questo lavoro, sino ad oggi, non è servito a niente se non a peggiorare la situazione e innervosire i giocatori: basti vedere senza l’aiuto del Var il brutto litigio di Sirigu con Izzo e di Lukic con De Silvestri durante la sfida contro l’Inter. E’ evidente che da tempo qualcosa s’è rotto all’interno del gruppo, che continua a ripetere gli stessi errori e mostra indifferenza alle continue sollecitazioni del tecnico. Questo, almeno, è quello che dice il campo con le sette sconfitte in tredici partite. «Se si commettono errori come in occasione dei primi due gol nerazzurri c’è poco da fare», aveva rimarcato il tecnico, più sconsolato che mai, nella conferenza stampa del dopo gara di sabato sera. Ma l’allenatore, forte della sua esperienza e della fiducia che continua a concedergli Cairo, ieri alla ripresa degli allenamenti al Filadelfia (a porte rigorosamente sbarrate per permettere al gruppo di lavorare tranquillo senza il rischio di contestazioni), ha tenuto a rapporto la squadra. Un faccia a faccia privato, senza intermediari, preparatori e staff. Solo lui e la squadra. Per capire se ci sono problemi, comprendere quello che frena la risalita. L’allenatore ha guardato negli occhi i giocatori a uno a uno, ampliando il confronto a più temi. Mazzarri ha voluto sapere se c’è qualcuno insoddisfatto del lavoro che si sta facendo e, soprattutto, il motivo per cui non vengano messe in pratica le sue disposizioni. Una resa dei conti vera e propria. Il tecnico ha chiesto in più di una circostanza di vuotare il sacco delle insoddisfazioni una volta per tutte, perché andando avanti in questo modo si sbatterà solo contro il muro del ridicolo. ALTRO RETROSCENA Poi i giocatori hanno discusso tra di loro. A parole hanno sempre detto di essere con l’allenatore, ma continuando a giocare come stanno facendo stanno dimostrando di avere come minimo delle perplessità, visto che è impensabile ripetere certi errori con sconcertante puntualità. Eppoi, fatto tutt’altro che trascurabile, sono gli stessi protagonisti della passata stagione che nel girone di ritorno avevano dimostrato di essere competitivi, chiudendo il campionato con 63 punti, poco lontani dalla zona Champions. Non è la prima volta, quest’anno, che Belotti e i compagni si confrontano tra loro. Lo hanno confermato in più di un’occasione proprio il capitano, Baselli e Ansaldi nei loro interventi social e nelle interviste. Evidentemente anche tra di loro c’è qualcosa da rivedere. Forse c’è qualcuno che ha ricevuto promesse che poi non sono state mantenute. Fatto sta che dall’ammutinamento di Nkoulou qualcosa si è rotto. COL GENOA: LA VERITÀ Poi tutti in campo per preparare la sfida di sabato a Marassi contro il Genoa: una partita dai mille risvolti che può diventare decisiva per Mazzarri. Il tecnico sa benissimo che la fiducia del presidente non può considerarsi eterna e una sconfitta a Genova potrebbe anche costargli il posto. Sabato, poi, si capiranno tante cose, soprattutto se i giocatori avranno (finalmente) recepito il discorso che ieri ha fatto Mazzarri. Il Toro non può più permettersi altri passi falsi, altrimenti rischierà di dover lottare per qualche cosa di inimmaginabile: perché, guardando la classifica, si nota subito che il terz’ultimo posto della classifica non è lontano. E se nella prossima giornata dovesse arrivare una sconfitta, diventerebbe ancor più viicino. Lo spettro della B, ovviamente
fonte tuttosport


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