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LA PAUSA A RISCHIO

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Se l'obiettivo è quello di mettere in difficoltà – l'allenatore nelle scelte alla vigilia della partita, sia chiaro, non i compagni di squadra una volta in campo – la sosta sta offrendo segnali confortanti al Torino. Che per risalire la china e la classifica necessita della spinta di tutti: i supposti titolari e quelli che il “posto fisso” devono guadagnarselo. E' il caso di Lyanco e di Ola Aina, nelle ultime uscite schierati ad intermittenza da Mazzarri. E adesso reduci dalle ottime sensazioni avvertite nel primo giro con le rispettive Nazionali. Forse un bottino non sufficiente per strappare un sorriso convinto al tecnico granata, ma comunque un appunto da sottolineare con l'evidenziatore sul taccuino in vista della ripresa. Perché, in fondo, all'allenatore di San Vincenzo queste soste ad interrompere il ritmo del campionato continuano a non piacere. Vuoi per il rischio di ritrovarsi qualche giocatore acciaccato o affaticato al rientro al Filadelfia, vuoi per una tradizione poco fortunata nella prima uscita – che in questo caso coinciderà con la gara del Grande Torino contro una lanciatissima Inter nella serata di sabato 23 – dopo le pause. Figurarsi, nello specifico, questo frangente. Con le Nazionali ad interrompere la rincorsa dei granata giusto dopo lo slancio preso con il poker di Brescia. A voler guardare comunque il bicchiere mezzo pieno, allora, ecco che gli occhi si vanno a posare sulle partite della Nigeria e del cosiddetto Brasile Olimpico, ovvero la versione Under 23 della selezione verdeoro. Quella in cui – al centro della difesa – campeggia da inizio ciclo con vista sui Giochi di Tokyo 2020 un convincente Lyanco, appunto. Protagonista nella giornata di giovedì del successo per 1-0 contro i pari età degli Stati Uniti che ha permesso alla Seleçao di accedere alla finale dello United International Football Festival 2019 di Tenerife. Una sfida – quella vissuta in campo dal centrale del Toro dal primo minuto al triplice fischio – in cui il Brasile non ha concesso che le briciole al fronte offensivo della selezione a stelle e strisce, conquistando con merito il pass per la finale di domani contro l'Argentina nel più classico dei classici. All'orizzonte, dunque, un test decisamente probante per Lyanco e interessante per Mazzarri, che nelle ultime due uscite ha trovato in Bremer – a proposito di brasiliani – un terzo di difesa affidabile. E convincente in Nazionale, all’indomani della buona prova del Rigamonti, si è riscoperto anche Ola Aina. Il quale ha contribuito al successo della sua Nigeria per 2-1 ai danni del Benin nella prima giornata di qualificazione alla prossima Coppa d’Africa. Una vittoria di misura maturata anche grazie al calcio di rigore che l’esterno granata si è procurato in prima persona a ridosso dell’intervallo, prima di sfiorare anche la rete con una sgroppata sulla corsia di destra nella ripresa. Ottimi segnali che l’ex Chelsea sarà chiamato a confermare domani nella gara contro il Lesotho, prima di fare rientro a Torino. In una corsa contro il tempo verso l’appuntamento con l’Inter che turba i pensieri di Mazzarri. Innanzitutto per via della figura di Rincon, impegnato con il suo Venezuela soltanto nella giornata di martedì ad Osaka contro il Giappone. Sarà El General, insomma, l’ultimo a rientrare all’ovile. Dopo i tre azzurri chiamati da Mancini e dopo Ujkani, che giovedì ha assistito dalla panchina alla sconfitta del suo Kosovo contro la Repubblica Ceca. Dopo Laxalt, che ieri nell’amichevole dell’Uruguay con l’Ungheria che ha inaugurato la Puskas Arena di Budapest è sceso in campo soltanto nel finale per 22 minuti, e dopo Lukic, impiegato per appena 3’ dal ct serbo Tumbakovic contro Lussemburgo. Entro lunedì sera, infatti, loro avranno esaurito tutti gli impegni da onorare con le rispettive Nazionali. E salvo sgradite sorprese potranno così rivolgere ogni pensiero, per il conforto di Mazzarri,
soltanto all’Inter.
fonte tuttosport


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