LA DIFESA IMBATTUTA BASE PER RIPARTIRE MA SIA UNA COSTANTE - Notizie Toro - blog1

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LA DIFESA IMBATTUTA BASE PER RIPARTIRE MA SIA UNA COSTANTE

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Il Toro nella passata stagione ha ottenuto il pass per l’Europa in virtù di una fase difensiva che, in definitiva, aveva consentito a Sirigu (spesso decisivo al netto della protezione goduta) di chiudere ben quindici partite di campionato senza subire gol. Con la lunga serie di sei gare consecutive, tra il 21° e il 26° turno, terminate a porta inviolata. Era insomma il fiore all’occhiello di una squadra che, Mazzarri lo aveva ribadito più di una volta, nel corso di questa annata avrebbe dovuto crescere in fase offensiva.  Tra il Toro 2018-19 e quello attuale non c’è tuttavia stata continuità: dopo un ottimo avvio - successi con Sassuolo e Atalanta -, i granata hanno via via perso certezze e automatismi. Ritrovandosi, alla vigilia della partita di Genova, nella scomodissima e inattesa prospettiva di dover vincere per non restare impantanati in zona retrocessione. Missione riuscita, grazie a un gol di Bremer che di testa ha deviato una battuta da calcio d’angolo di Verdi: 1-0 per i granata che hanno terminato la terza prova di questa serie A, dopo quelle contro Napoli e Brescia, senza che Sirigu dovesse raccogliere palloni nella propria rete. Certo, perché ciò accadesse è servito anche il decisivo aiuto della buona sorte:nella ripresa un Toro in chiara difficoltà è stato salvato dai legni colpiti in serie da Agudelo e Favilli. La controprova non esiste, ma la sensazione è che i granata, fossero andati sotto e considerata la scarsa autostima di cui godevano alla vigilia del confronto, avrebbero fatto molta fatica a recuperare da una situazione di svantaggio. La fortuna è comunque una variabile del gioco, e sarebbe comunque ingeneroso assegnarle il pieno merito della tenuta difensiva.  A Marassi tutto si è visto meno che una manovra fluida, da parte di una squadra che però è tornata a trovare la dovuta concentrazione e le opportune distanze, in fase di non possesso. La retroguardia non si è trovata al cospetto di Martinez e Lukaku, i quali al Grande Torino avevano fatto scontare ai centrali granata la serie di errori commessi, però quando sollecitata, e nella ripresa è successo spesso, ha evidenziato indubbi progressi che adesso sarà la Fiorentina, domenica prossima, a poter confermare o smentire. IN ATTESA DI CONFERME Ieri l’uomo da tre punti, nonché il difensore più importante nella propria area è stato Bremer, che come Djidji, Bonifazi e Lyanco quando quest’ultimo sarà rientrato dall’infortunio, offre prestazioni più o meno buone in base a quelle mostrate da Izzo e Nkoulou. Che restano i due leader tecnici del pacchetto arretrato (contro i rossoblù schierato da Mazzarri con quattro uomini, che tuttavia diventavano cinque, con Ansaldi basso a sinistra, in contenimento). Quando il camerunese e l’azzurro si mantengono su buoni standard di rendimento, chi tra gli altri centrali viene mandato in campo quasi sempre non delude. Contro il Genoa l’ex del Lione non è stato sontuoso come in lunghi tratti della passata stagione, né Izzo si è esibito su standard pazzeschi, da giocatore insuperabile e meritevole l’azzurro, però entrambi hanno ritrovato quel po’ di serenità sufficiente a mantenere impermeabile la porta granata. Come dice il tecnico toscano, però, nulla è stato fatto: semmai dopo la gara contro la Fiorentina, reduce da un punto nelle ultime quattro partite, si potrà iniziare a parlare di un Toro autenticamente sulla via della guarigione
fonte tuttosport


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