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Il Toro ci mette la testa: piegato ilenoa con un'incornata di Bremer

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Festa Toro, i granata ripartono, e il Genoa affonda nella contestazione dei tifosi che accompagna il finale della partita rossoblù. Nella sfida più difficile per la squadra di Mazzarri, costretto a rinunciare a Belotti, con un attacco spuntato e Berenguer uomo più avanzato del 4-4-1-1 scelto dal tecnico, decide uno splendido colpo di testa di Bremer, al primo gol in maglia granata, su un angolo di Verdi. Il Genoa può recriminare per un doppio legno colpito fra il 10’ e il 12’ della ripresa – incrocio dei pali di Agudelo e palo di Favilli -, ma queste sono state le uniche fiammate per i padroni di casa, quasi inconsistenti sul piano offensivo. Nel Genoa, Motta – già privo degli infortunati Zapata e Lerager – ha rinunciato a Criscito, sostituito da Pajac (in difficoltà sulla fascia), con Biraschi difensore centrale in coppia con Romero e la novità-Favilli al centro dell’attacco. Un primo tempo che, nel complesso, ha visto un Torino più efficace e propositivo, con Verdi e compagni abili a soffocare sul nascere i tentativi di ripartenza dei rossoblù. Così, l’unica vera occasione del primo tempo è capitata ad Ansaldi (29’, su cross di Izzo), ma il suo diagonale è finito a lato di un soffio. La squadra di Mazzarri sino all’intervallo ha sfruttato la scarsa efficacia offensiva del Genoa, che ha provato invano a salire sulle fasce, ma ha pagato ancora una volta la sterilità dell’attacco, dove il k.o. di Kouame sta pesando come un macigno sul rendimento della squadra.L’ORGOGLIO

Nella ripresa, il tecnico genoano ha sostituito l’acciaccato Ghiglione con Ankersen, ma la situazione in campo non è cambiata. Ansaldi, sempre lui, al 4’ non ha trovato la porta di Radu per un soffio, poi Pandev (7’) ha perso l’attimo per andare a segno. Il Toro s’è salvato sul doppio legno dei padroni di casa, ma di fatto non è mai andato in affanno, fino al gol-vittoria di Bremer, sul cui colpo di testa Radu nulla ha potuto. Per il Genoa è stato un colpo terribile, nonostante l’ingresso in campo di Gumus al posto di Sturaro per aumentare la spinta offensiva. Alla fine, una sola nota stonata per il Toro: la sciocca espulsione di Edera, che s’è preso due evitabilissimi cartellini gialli in sei minuti.


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