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I DUE CAMPIONI IMPOTENTI E FRUSTRATI

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Nell’azione che chiude tristissimamente la trasferta granata di Roma c’è la sintesi del Toro attuale: angolo di Luis Alberto, Belotti la spizzica di testa, Sirigu si impappina e la Lazio cala il poker. Per i granata è notte fonda. Dall’inizio alla fine: biancocelesti avanti di due reti nel primo tempo, quindi, dopo la traversa colpita dal Gallo, a passeggio sulle rovine della squadra di Mazzarri nella ripresa (ieri il tecnico toscano era squalificato, in panchina è andato Frustalupi). Il segno della resa di due simboli del Toro. Come sono una eco lontana, se lette ora, le parole di Sirigu al momento di prolungare con il club di Cairo, due estati fa: «Ho rinnovato velocemente perché questa, in Italia, è la società con più margine di crescita». Così è stato nel corso della passata stagione, ma non in questa nella quale i granata procedono come gamberi. Tornando indietro ad annate buie, deprimenti per i giocatori in campo e per chi ha a cuore le sorti della squadra. LA SPUNTA IMMOBILE Parlare di immediata reazione dopo quanto (non) visto all’Olimpico, e con un derby alle porte da disputare in condizioni di disparità tecnica e in tale situazione ambientale è difficile, ma se ci sono due giocatori ai quali il Toro si può comunque aggrappare, per tentare un colpo di coda nella super sfida di sabato sera, questi restano Belotti e Sirigu. A un portiere che nel Toro ha ritrovato la Nazionale, e a un centravanti che è ampiamente il capocannoniere dei granata (11 reti stagionali, 5 in campionato e 6 nei preliminari di Europa League), nonché il miglior marcatore dell’Italia nell’era Mancini con 4 gol. Anche se ieri la sfida a distanza con l’amico e compagno in azzurro Ciro Immobile è stata decisamente vinta da quest’ultimo. Autore di una doppietta: primo gol con un potente destro a inchiodare Sirigu, secondo su calcio di rigore. Resta sospeso nel vuoto il seguente interrogativo: se Immobile fosse stato il vertice offensivo del Toro e Belotti della Ciro Immobile, 29 anni: con 12 gol è il bomber principe di A Lazio, come sarebbe finita? Questo per dire che se i granata non sapranno ritrovare un minimo di lucidità, voglia e orgoglio finiranno per disattivare la corrente anche a quanti stanno faticosamente cercando di tenere accesa la luce. ORA IL DERBY Vedere le espressioni colte sui volti di Belotti e soprattutto Sirigu, nelle ripetute volte in cui quest’ultimo è stato infilato dai biancocelesti, non può che aver procurato dolore, ai tifosi granata. E avanti di questo passo anche del sorriso aperto del Gallo non rimaranno che le fotografie. Quelle che ritraevano un Toro quasi sempre gagliardo pure nella sconfitta. Immagini d’archivio: la realtà è molto diversa. I granata vengono via da Roma con un 4-0 sul groppone: e sabato nella Juve non ci sarà in campo Chiellini, ma Cristiano Ronaldo sì..
fonte tuttosport


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