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CURVA PRIMAVERA COSÌ È UNA FOLLIA!

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Cosa si aspetta, il morto? La curva Primavera è da anni più o meno arrabbiata con Cairo, ma di sicuro è sempre stata critica con l’editore-presidente per le sue parole, opere e omissioni. E ha anche vissuto male (eufemismo) tutta una serie di controlli e limitazioni che hanno destato stupore, per quanto possano definirsi legittimi, tanto più se si fa un discorso generale di ordine pubblico e di rispetto delle regole (il rispetto dei posti a sedere, per esempio). Ma se determinati “restringimenti normativi” non sono uguali per tutti, rischiano di alimentare, per l’appunto, anche un qual certo “stupore”. Di sicuro, però, non siamo più nel campo dell’opinabile se parliamo dei fatti gravi, gravissimi, capitati sabato. E ci chiediamo nuovamente, a chiare lettere: si aspetta forse il morto? Certo, ne siamo convinti, nessuno aspetta il morto, è questa la verità. Né il Torino Fc né la questura o la prefettura. Non c’è il minimo dubbio. Difatti la domanda posta nell’etere era provocatoria. Poniamola bene, allora. Ancor più a chiare lettere: non vi rendete conto che, facendo così, prima o poi rischierà di scapparci anche il morto? Siamo nella città di piazza San Carlo. La finale di Champions del 2017. E quel maxischermo: ma non di assist e gol, bensì di tragedie e lutti. E giusto l’altro giorno il pm in tribunale accusava: «La sindaca ha omesso di dare disposizioni affinché lo spettacolo non si tenesse o fosse interrotto». Non facciamo, ovviamente, di tutta un’erba un fascio. Né mescoliamo fatti non mescolabili. Semplicemente, vogliamo lanciare l’allarme: più forte che si può. E ci chiediamo dove siano le autorità competenti cittadine: cosa facciano e come ragionino. Due anni fa, come l’altro ieri. Perché non è più tollerabile che soltanto per vendere più biglietti il Torino Fc non si ponga preventivamente il problema e che la questura, in primo luogo, non veda per tempo il pericolo. O la prefettura, o tutti gli organi di controllo cittadini o nazionali che si occupano di ordine pubblico negli stadi. GIÀ CON IL NAPOLI E ALTRE VOLTE Pure per la gara con l’Inter sono stati venduti biglietti alla tifoseria ospite anche all’interno di una delle due curve granata: dove ci sono anche tifosi “caldi e arrabbiati”, ma pure famiglie, anziani, bambini (la tipologia della curva Primavera è questa). E non è tollerabile che, a fronte di scelte pericolose, rischiose come queste, l’ordine pubblico e l’indispensabile opera di prevenzione vengano curati e gestiti in maniera così inefficiente e difatti inefficace. La “vendita libera” è stata interrotta solo martedì scorso, dopo che masse di facinorosi interisti avevano già fatto incetta di tagliandi: circa 400 ultrà “acquirenti”. Ancora una volta, come già col Napoli e altre volte nelle scorse stagioni, il Torino Fc non si è fatto problemi a vendere “a occhi chiusi” i biglietti in Primavera. I tifosi ospiti (quindi si sapeva in anticipo dell’orda in arrivo) sono stati poi sistemati in un’altra porzione di curva, compresa tra una delle barriere di separazione dello spicchio “vero” assegnato ai tifosi “avversari” e il cuore della Primavera, tutto granata. A dividere i due mondi contrapposti pericolosamente a contatto (oltretutto non in regime di gemellaggio: come già in occasione della gara col Napoli), solo una fila verticale di steward. E neanche uno steward per gradino! Una follia. Come giocare con i fiammiferi in un pagliaio. E questo, ovviamente, senza togliere manco un grammo alle responsabilità dei violenti, dei picchiatori, chiunque essi siano: non hanno nessuna giustificazione. Una società di calcio di Serie A può essere così... miope e irresponsabile da non prevedere i pericoli? Giriamo il quesito a Cairo, ammesso che voglia rispondere. E la questura? La prefettura? La polizia? La digos? Le forze dell’ordine che “controllano” le tifoserie? Dov’erano dal 12 novembre in poi, quando è cominciata la “vendita libera”, interrotta come detto solo martedì scorso, su indicazione della questura? Comunicazione ufficiale del Torino, strada facendo: «A partire dal 19 novembre la curva Primavera sarà in vendita ai soli possessori di fidelity card Cuore Granata»: l’evoluzione della “vecchia” tessera del tifoso). Troppo tardi, a quel punto. Si rischia il morto: lo capite si o no? Eravamo allo stadio, in tribuna stampa, e da lontano abbiamo visto con i nostri occhi. Poi abbiamo ricevuto numerosi video da persone sistemate in posti diversi in Primavera. Video con le immagini degli scontri. Si vede un gruppo di ultrà interisti salire delle scale nella curva Primavera (tra il primo e il secondo anello), sfondare, sguainare bastoni e iniziare a darli in testa a tifosi granata (ma testimoni oculari riferiscono di aver visto anche delle “lame”). Si vedono botte da orbi in andata e ritorno, poi. Gli steward, quattro (“poveri”) gatti, non possono fare nulla, spinti lontano dalla ferocia ultrà. Restano i gruppi contrapposti. Che si picchiano per qualche minuto. E le forze dell’ordine che “controllano” proprio le tifoserie? Dov’erano? Nessuna comprensione o giustificazione per i violenti: mai. E di qualunque “colore” siano. Ma nessuna comprensione o giustificazione anche per quei “provveditori” che non “provvedono”. E che non “prevedono”, pur dovendo farlo per mestiere e per legge. Avendone, materialmente, anche i mezzi. E pure le capacità intellettive. O no? Com’è possibile che nessuno ci abbia pensato per tempo? Dapprima si permette per una settimana la vendita libera. E poi, ben sapendo che da fuori sarebbe arrivata un’orda di ultrà interisti, le forze dell’ordine non hanno manco creato un vero e “sicuro” cordone divisorio, formato da poliziotti, agenti in tenuta. E’ inconcepibile. P.S.: pure nei Distinti è stato di nuovo creato un ulteriore settore per la tifoseria “avversaria”, da aggiungere allo spicchio di stadio previsto per i tifosi ospiti, come da norme. Altri biglietti venduti. Per fortuna, però, almeno lì non sono scoppiati incidenti
fonte tuttosport


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