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Cairo:«È ora di risalire»

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Il derby ha parzialmente riattivato i granata che, dopo una serie di partite approcciate e attraversate con disarmante mollezza, hanno affrontato i bianconeri con un apprezzabile atteggiamento. «Il fatto stesso di avere davanti la Juve ci ha stimolato nel modo giusto», diceva Belotti sabato sera. Ebbene, il Brescia dovrà produrre qualcosa di molto simile. La carica non sarà generata dai colori dell’avversario (il bianconero juventino, per il Toro squadra, è come il rosso per il toro animale), ma dalle conseguenze che una prestazione scialba con annesso risultato negativo o stitico partorirà. Nelle scelte di Cairo e nel clima all’interno dello spogliatoio, nell’umore dei tifosi e nella correzione degli obiettivi. Se sabato il Brescia dovesse battere i granata salirebbe a quota 10. Cioè a un punto da un Toro che dovrebbe davvero cambiare prospettiva; altro che conferma in Europa: il traguardo diventerebbe la salvezza (ora al terz’ultimo posto ci sono le genovesi con 8 punti, mentre il 6° è lontano 10 lunghezze: a quota 21 ci sono Lazio, Atalanta e Cagliari). «GIÙ DALL’ALTALENA» Ieri a Milano, nell’ambito della presentazione del calendario di “For Men” presso Just Cavalli - a fianco della conturbante protagonista Taylor Mega, cosiddetta sexy influencer già naufragata sull’Isola dei Famosi, tifosissima juventina - il presidente granata, tra una foto e un brindisi, ha posto l’accento sull’importanza cruciale dello snodo del Rigamonti. «Abbiamo parlato tanto nel corso della settimana passata: ora c’è solo da lavorare con la giusta concentrazione e con impegno come la squadra sta facendo - ha introdotto Cairo, in un contesto non proprio di contrizione granata -. Dobbiamo, già da sabato, avere un solo obiettivo». Già, tre punti consequenziali a una prova di alto livello, come quelle offerte a inizio stagione (Sassuolo e Atalanta), nei secondi tempi contro Milan e Napoli e in parte nel derby. Una partita che porta con sé una insidia supplementare: dopo il ko di Verona il presidente Cellino ha deciso di esonerare Corini. E, si sa, la scossa prodotta dal cambio di allenatore generalmente è positiva, almeno alla prima. Peraltro Mazzarri, per studiare il Brescia, non potrà basarsi su quanto fatto fin qui dai biancoblù. In pochi giorni Grosso non potrà rivoluzionare la squadra, tuttavia porterà i suoi primi contributi. Totalmente nuovi, visto che per lui si tratterà dell’esordio (nel Brescia come in A). Cairo, intanto, amplia l’analisi cercando di gettare acqua sul fuoco di una contestazione strisciante: «In campionato siamo partiti molto bene, poi è arrivata una alternanza di risultati che è da cambiare». Già, anche perché più che una alternanza c’è stata quasi una costante, nei risultati. Nelle ultime nove partite i granata hanno battuto soltanto il Milan in rimonta, pareggiato con Napoli e Cagliari e inanellato una serie di sconfitte che li hanno relegati al 14° posto della classifica: Lecce, Sampdoria, Parma, Udinese, Lazio e Juve. E dopo la trasferta di Brescia e la sosta sarà l’Inter, la scomodissima avversaria da ricevere al Grande Torino. «Sì, dobbiamo lavorare per invertire la tendenza, dovremo affrontare tante gare impegnative e ci servono concentrazione e compattezza. Il caso Nkoulou? Nessun caso, e comunque oggi abbiamo tutti a disposizione e non vedo problemi». Beh, che l’ammutinamento del camerunese non sia stato un caso è quantomeno opinabile; semmai il caso è emerso, ha portato con sé conseguenze negative, e adesso è rientrato. Almeno in attesa delle prossime sessioni di mercato. In proposito, così il patron del Toro risponde a una domanda su quello di gennaio: «Mancano due mesi e sei o sette partite (sei, all’apertura del 2 gennaio: Brescia, Inter, Genoa, Fiorentina, Verona e Spal, ndr). Adesso ciò che conta è restare sul pezzo fino a Natale, poi assieme al mister ragioneremo su quanto andrà fatto. La squadra ha una buona rosa, ma ampia». Tagli in vista, insomma, prima che rinforzi. Come previsto da tempo.
fonte tuttosport


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