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CAIRO, LO BATTI UN COLPO?

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Grandi giocatori occasioni per gennaio, e non li cercano soltanto le big: perché non provarci?


Per adesso i tifosi granata sentono parlare solo di cessioni: Edera, Parigini, uno tra Zaza e Iago Falque, magari tutti e due se arriveranno le proposte giuste, e non è da escludere che per sfoltire la rosa parta anche Bonifazi quando si sarà ristabilito. Il quadro è desolante, la classifica figlia di sei sconfitte in dodici partite piange. Per fortuna (o sfortuna, fate voi) alla ripresa del campionato ci sarà l’Inter e la grande speranza, contro una grande (e non è un gioco di parole) di intraprendere la strada giusta. Anche perché poi ci sarà il mercato di gennaio e la possibilità di rinforzare l’organico per diventare più forti. Questo, però, è un discorso che sino ad oggi non ha toccato il Toro di Cairo. Perché i grandi nomi sono obiettivi di altre società. Anche del livello dei granata, ma chissà perché non del Toro. Basti pensare che perfino il Bologna si è messo al lavoro per cercare di prendere addirittura Zlatan Ibrahimovic, anticipando il Milan. Abbiamo detto Ibra, mica uno qualunque; uno dei più forti attaccanti del mondo, anche se arriva da un’esperienza americana poco impegnativa e con una carta d’dentità ingiallita dagli anni (38 anni compiuti da poco). Però resta uno in grado di fare la differenza, e comunque in grado di dimostrare l’ambizione di chi lo cerca. E che dire della Fiorentina che quest’estate ha azzardato l’acquisto di Ribery dopo che a Torino lo avevano quasi deriso. Ricordiamo le frasi di Cairo: «Lo hanno offerto a tutti ma ho detto no grazie, si tratta di un colpo mediatico»). Poi, qualche mese dopo, il doveroso dietro front. «Mi sono sbagliato, grande professionista, complimenti». Altri esempi? Quello che va più di moda è il Cagliari: i sardi la scorsa estate sono riusciti a (ri)prendere Radja Nainggolan. Si è fatto male Pavoletti? E’ arrivato Simeone. Cragno ko? La porta è stata presa da Olsen. Più altri giocatori di qualità. E adesso un’intera Isola sogna la qualificazione in Champions League. La verità è che con i campioni si va lontano mentre le scommesse rischi di perderle, insieme con le partite. E di perdere credibilità. Suvvia: a livello societario Bologna, Fiorentina e Cagliari sono meglio del Toro? E allora perché ogni tanto il Toro non batte un colpo con l’acquisto di uno che fa intanto godere e poi magari vincere? Non fosse che per far sognare la gente. Per far sentire ai tifosi che non si è rinunciato del tutto all’idea di essere, anzi ritornare, grandi. QUANTI NOMI, CHE BIG Pensare che in giro di nomi importanti considerati in esubero dai propri (grandi) club ce ne sono tanti. Uno che ritorna a quattro mesi di distanza è quello di FabioBorini. Il calciatore di proprietà del Milan, infatti, è stato nuovamente proposto al Torino: rivaluterà il suo profilo in vista del mercato di gennaio? L’ex Liverpool – il cui contratto col Diavolo scadrà nel giugno 2020 – sta vivendo una situazione delicata nel corso di questa stagione, che paradossalmente era iniziata con la maglia da titolare nella trasferta di Udine. Poi arrivò la sconfitta, le promesse di cambiamenti avanzate da Giampaolo, e per lui tante panchine. I dieci minuti contro il Brescia del 31 agosto sono gli ultimi che ha collezionato in Serie A. Non è un caso allora che già per la prossima sessione di trattative si affollino le voci su un suo possibile addio. Borini-Torino: il Milan lo propose già in estate quando Borini era stato accostato ai granata. Fu un profilo proposto come molti altri in sede di calciomercato (col Milan, ad esempio, si parlò anche di Castillejo), ma alla fine il club di Cairo preferì inseguire fino all’ultimo – e con successo – Simone Verdi. E nell’Inter, per ampliare il discorso, ci sono due giocatori che Conte non prende in considerazione e che al Toro servirebbero come acqua fresca ad agosto: il centrocampista Borja Valero, 34 anni, spagnolo dalla grande esperienza, uno che impreziosirebbe il reparto di mezzo e tra i piedi del quale, soprattutto, il pallone è un po’ come in cassaforte; esattamente il contrario di ciò che abitualmente accade nella mediana di Mazzarri. L’altro in vendita è MatteoPolitano, 26 anni, attaccante che è anche nel giro della Nazionale ma che in nerazzurro sta ai margini; lui pure era già stato accostato al Toro in estate. Ci sarebbe - volendo - perfino Alessandro Florenzi, 28 anni, che gioca con Mancini ma sta fuori con Fonseca alla Roma. Giocatori dall’ingaggio alto che frenano sul nascere le possibilità granata. Ma perché? Mai un tentativo, un guizzo, un segno di reale ambizione. Questo è il grande tormentone fra i tifosi del Toro. CONCLUSIONE A questo punto non resta che sperare che Cairo apra il portafogli per un’occasione di qualità che possa permettere al suo Toro, al Toro dei tifosi, di diventare finalmente competitivo. Anche perché gli investimenti mirati e di prestigio alla distanza portano benefici non solo alla classifica. Pensate solo a quanto potrebbe valere Andrea Belotti se avesse la possibilità di giocare in una Coppa Europea, magari la Champions. Diventerebbe sicuramente uno degli obiettivi più ambiti d’Europa. Invece a livello internazionale, dopo la doccia fredda col Wolverhampton, si deve accontentare (si fa per dire) della maglia azzurra dove, tra l’altro, segna sempre ed è uno dei migliori.
fonte tuttosport


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