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CAIRO, PAROLE VUOTE: WM APPESO A UN FILO CAPOLINEA DERBY?

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Mazzarri è appeso a un filo: quello che gli lascia in mano un penoso trend da retrocessione. E’ a metà di una tempesta perfetta: e sabato sera il derby sembra un patibolo già disegnato, proprio per lui che sostituì Mihajlovic a inizio gennaio del 2018 giusto dopo una sconfitta del serbo contro la Juve. Dopo la partita di ieri (che è parsa anche un “omicidio sportivo” ad opera dei giocatori, al di là delle colpe oggettive che può avere il tecnico), Cairo si è chiuso a lungo nello spogliatoio con l’allenatore (squalificato), anche lui sceso dalla tribuna, dov’era seduto vicino a Rincon. Un lungo, lunghissimo colloquio a tre, in realtà: era presente anche Frustalupi, il vice. Nella zona, il ds Bava. Il presidente è spuntato in tv quand’era quasi mezzanotte, per rilasciare una serie di dichiarazioni francamente imbarazzanti; tentativi in serie, faticosi e vuoti, di arrampicarsi sugli specchi di una situazione che solo il calendario - cioè il derby fra due giorni - non fa deflagrare. A partire da un cosiddetto ritiro - a Torino, con la Juve sabato - «come si faceva una volta», dice lui. «Mazzarri in discussione? Assolutamente no, anzi è l’unico che non è in discussione. Col mister abbiamo esaminato la partita. A parte l’inizio, non male, non s’è visto il Toro visto in altre partite, come contro l’Atalanta, o con il Milan, non una vita fa. Quindi credo che sia giusto... Giusto andare in ritiro, ecco, perché i giocatori possano confrontarsi, fare esame di coscienza, ricompattarsi, ritrovare quella voglia di far bene e vincere che avevano. Cos’è successo? Non c’è da dare spiegazioni qua, ora. Facciamo confronto fra tutti quanti. Per trovare una soluzione e ripartire compatti, nell’unità. Non credo che i giocatori non si stiano applicando: ci sta un appannamento per l’avvio anticipato della stagione: giochiamo da 4 mesi... Bisogna affrontare la situazione di petto, in modo leale, per trovare soluzioni a una squadra rinforzata, potenziata, che non ha venduto nessuno, arrivata al 7° posto in primavera. Se avrei dovuto vendere Nkoulou? Ora è rientrato e sta facendo bene. Ha fatto una grande partita; con il Cagliari, dico. Questa è stata una partita invece un po’ a sè. Non è certo Nkoulou quello a cui dare adesso le responsabilità. Verdi? E’ un buonissimo giocatore, ho grandissima fiducia in lui, farà benissimo, semplicemente ha giocato poco a Napoli e non ha la gamba che aveva a Bologna. Era importante prenderlo per il campionato, non per l’Europa League. Non vedo il problema di singoli nomi, è una squadra che deve ritrovarsi. Vediamo come il ritiro. Se ci vado anch’io? No, io faccio altre cose». Il Torino è rientrato nella notte e il derby fissato già per sabato, dunque con data anticipata, potrebbe, dovrebbe dunque “regalare” a Mazzarri un’altra partita. A meno di accelerazioni improvvise presidenziali, imprevedibili a ieri sera dopo la partita, oggi WM ricomparirà al Fila. Sullo sfondo resta Rino Gattuso, come si ripete ormai da una decina di giorni. Un’alternativa con caratteristiche ovviamente molto diverse (e non pensiamo solo all’ingaggio) è rappresentata da Davide Nicola. La variabile a sorpresa, sulla carta, è invece rappresentata da Cesare Prandelli. Ma è su Gattuso che in realtà convergono le indiscrezioni maggiori, da tempo. Se Mazzarri arriverà davvero al derby, si giocherà il Toro lì. E i giocatori? Con che faccia si lasceranno di nuovo scivolare a terra? Rimbalzano nel vuoto anche le frasi pronunciate da Cairo nel pomeriggio, in ambito “Generali Milano Marathon”. «L’obiettivo di tutti è fare bene con la Lazio. Per uscire da questo momento di difficoltà è importante essere squadra. Dobbiamo utilizzare di più il “noi” e non pensare alle faccende personali. Mazzarri non ha bisogno di essere difeso, è un grande allenatore. Bisogna lasciare lavorare la squadra e i risultati arriveranno». Parole quasi umoristiche, a rileggerle dopo lo “svacco” di Roma. Ah, ovviamente Cairo ha protetto Mazzarri anche per il caso Chiellini: «Ha citato lui solo perché voleva indicare un giocatore che aveva avuto e gli aveva lasciato buoni ricordi. Esistono anche tanti esempi che hanno indossato la maglia del Toro, dallo storico capitano Ferrini fino a chi indossa la fascia oggi, Belotti». Prontamente, sull’argomento, gli ha fatto eco in serata il dg Comi.
fonte tuttosport


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