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BERENGUER + VERDI PER BELOTTI

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Se le carte che hai davanti non ti soddisfano, e il gioco non va come vorresti, capita spesso di pescare dal mazzo il jolly che cambia tutto. Calcisticamente parlando, Walter Mazzarri spera possa essere andata così per il suo Toro a Brescia. Il tecnico toscano ha trovato dalla panchina il jolly Berenguer per chiudere definitivamente la contesa in campo e, contestualmente, regalarsi una sosta con meno grattacapi rispetto al periodo complicato che la squadra ha vissuto nelle settimane precedenti. La gara con l’Inter certificherà se la mossa dello stadio Rigamonti sia stata solamente fortunosa o se davvero le sorti del Torino potranno cambiare anche nel lungo periodo. E WM, nella sua lunga carriera in panchina, ha dimostrato di sapersela creare la fortuna, con scelte che a primo impatto hanno fatto discutere per poi rivelarsi redditizie con il passare del tempo. Certo è che la decisione di puntare su Berenguer nove giorni fa, in luogo di un Verdi ancora una volta poco lucido, ha portato due gol nella ripresa e ha rispolverato, rianimando il caro vecchio contropiede, un’intesa niente male fra lo spagnolo e Andrea Belotti. Dando un occhio alle statistiche, infatti, si nota come in campionato Berenguer sia il partner ideale del Gallo per numero di gol segnati. Con la doppietta contro il Brescia, il bottino stagionale dell’ex Osasuna è salito a quota 3 reti. Una in più di Zaza, fermo alle 2 marcature campionato (contro Sassuolo e Cagliari) e alle prese con i problemi fisici che gli hanno impedito di scendere in campo nell’ultima contro il Brescia. Gli altri due possibili contendenti, Verdi e Iago Falque, sono addirittura fermi a zero. C’è di più: nella sua esperienza in granata (arrivato nella stagione 2017-2018, strappato dall’ex direttore sportivo Petrachi al Napoli), Berenguer ha siglato 7 reti in totale, 6 in campionato e una in Coppa Italia. Ogni volta che si è iscritto nella lista dei marcatori, il Toro ha conquistato i tre punti o il passaggio del turno. La prima gioia l'11 dicembre 2017 nella vittoria in trasferta della squadra allenata ai tempi da Mihajlovic per 1-3 contro la Lazio. Nello scorso campionato, un suo magnifico destro a giro dalla distanza sbrogliò la matassa contro il Frosinone (5 ottobre 2018), sconfitto per 3-2 in casa. Nella seconda parte torneo, anche a causa di diverse defezioni in rosa, Berenguer si era conquistato un posticino da titolare nello scacchiere granata, timbrando il cartellino nello spareggio europeo contro il Milan del 28 aprile 2019 (vittoria per 2-0 con la rete dell’iberico e di Belotti). In questo campionato, prima della doppietta al Brescia aveva segnato il 1° settembre contro l’Atalanta (successo finale per 2-3). Del funambolo di Pamplona, Mazzarri apprezza corsa e vitalità offensiva. Schierato da quinto di centrocampo, trequartista, seconda punta e addirittura mezzala, il classe 1995 ha quasi sempre garantito buone prestazioni. Dopo l’exploit del Rigamonti, sarà difficile rinunciare a Berenguer dal primo minuto contro l’Inter, magari in compagnia di Verdi e Belotti. In questo senso, le parole di Mazzarri post-Brescia sulla posizione del Gallo («Belotti, per le caratteristiche che ha, deve giocare come centravanti, ma deve avere una o due seconde punte che gli girano intorno») fanno ben sperare sull’utilizzo dei tre. Dall’inizio, o a partita in corso, spetterà al mister deciderlo. Quello che è certo è che Berenguer, dopo un periodo difficile al pari di tutta la squadra, sembra aver riacquistato condizione e fiducia nei propri mezzi. A lui, e a tutto il Toro, adesso si chiede la giusta continuità.
fonte tuttosport


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