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ANCHE BAVA ORA STRIGLIA I GIOCATORI

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TORINO. La pioggia aveva obbligato il Torino, nei giorni scorsi, a rimandare l’appuntamento con i fotografi. Cioè la foto ufficiale, a uso e consumo del club per la pubblicazione del calendario del 2020 e altri prodotti di merchandising. Tutte le squadre lo fanno, ogni anno, sempre. Giusto così, normale così. Ma il destino ha voluto che i sorrisi obbligatori venissero “stampati” proprio ieri, al Fila: per «un fatto di clima e non di voglia», verrebbe da dire, citando un grande Guccini d’antan, “Eskimo”. Percui: tutti in posa, da Cairo in giù. Tutti o quasi con una serenità contrattualizzata. E foto del backstage diffuse nel pomeriggio sul sito ufficiale del Torino, come sempre tutti gli anni. Ma che coincidenza temporale ben poco favorevole, stavolta! Perché la concomitanza degli eventi ha posto in contrapposizione, negli occhi e nella pancia dei tifosi, le smorfie di disgusto davanti alle ultime prestazioni della squadra con le pacche sulle spalle, le pose e i sorrisi d’ordinanza dei cairoti e dei mazzarriani, ieri.Ma non è né può essere certo questo il problema del Toro, oggi come oggi. Perché il vero problema non è neanche l’immagine, ma la sostanza. La classifica deficitaria. I 5 punti conquistati nelle ultime 7 giornate. La vittoria che manca da settembre. Il gioco che peggiora. L’intensità che evapora. Lo scollamento progressivo che si nota tra l’allenatore e lo spogliatoio. Però Cairo, domenica sera, aveva cercato ugualmente di difendere l’indifendibile realtà. Come se il malanno del Toro fosse solo passeggero, solo atletico. Soltanto un raffreddore di stagione, insomma. Speriamo caldamente, vivamente, che abbia ragione lui. Però a noi, da fuori, non sembra affatto così. Magari ci sbagliamo, per carità. Vedremo intanto domani, contro la Lazio a Roma. E sabato, nel derby. Di sicuro il calendario impediva a priori qualunque fuga in avanti verso una svolta radicale, dirompente: Gattuso o non Gattuso. Ieri il ds Bava ha comunque strigliato la squadra, d’intesa con Cairo, facendo sentire la voce della società: ed è stata la prima volta che il ds, promosso in estate al posto di Petrachi, ha dovuto assumersi questo compito in un frangente tanto delicato e preoccupante. Bava ha ribadito che il club «ha piena fiducia nel lavoro del tecnico». Ha invitato tutti i giocatori a «dare di più. E a restare uniti, umili. E a mostrare senso di responsabilità». Nell’esposizione è stato severo, ma anche equilibrato. Di sicuro Mazzarri aveva urlato molto di più alla squadra, una settimana fa al Fila dopo Udine.
fonte tuttosport


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