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Al Toro basta un lampo di Berenguer.

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Stremato, ma felice. Il Toro torna in paradiso, accompagnato da un colpo di biliardo di Alejandro Berenguer, e si riprende un posto nel pieno della zona Europa. Da questa domenica il Toro è settimo, a due lunghezze dal Cagliari sesto. Mazzarri conclude la maratona di questa settimana con la terza vittoria su tre in sette giorni e archivia il girone di andata con gli stessi punti dello scorso campionato (27). Mihajlovic invece ha da recriminare per aver concesso un intero primo tempo al Toro. Al Bologna non è bastata una ripresa all’arrembaggio per sfondare il muro granata.
IL MORSO DI BERENGUER
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A vedere il primo tempo dell’Olimpico, sembra che sia stato il Bologna alla terza gara in una settimana. Il Toro è tonico, ordinato, spesso propositivo, capace di ridurre il Bologna a una difesa costante della propria metà campo. La conclusione di Schouten dopo otto minuti (Sirigu attento) è solo un fuoco di paglia, perché presto la squadra di Mazzarri prende in mano il pallino del gioco. Il Toro accelera e pressa, e mette subito una ruota avanti: è la storia dell’undicesimo, Berenguer raccoglie un assist di Belotti e sblocca l’equilibrio. Per lo spagnolo è il quinto gol di questo campionato, il primo nel giardino di casa in questa stagione (la scorsa stagione ne aveva già fatti due all’Olimpico).
IL LAMPO DI VERDI
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Nel primo tempo il Toro soffre quasi o nulla, e fa la partita. Le uniche sbandate le concede la coppia Djidji-Aina, favorendo le ripartenze di Orsolini (al 15’ Sirigu chiude lo specchio, tre minuti dopo un sontuoso Nkoulou ci mette una pezza dopo un pasticcio di Djidji). Ma Berenguer è in palla e Verdi gioca sul filo dell’adrenalina: Belotti sfiora il raddoppio (16’: Danilo salva in angolo), soprattutto Simone Verdi va a un centimetro dal raddoppio quando, al 40’, indovina un sinistro che si stampa sul palo.
ONDA ROSSOBLU’
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Mihajlovic avrà alzato la voce nello spogliatoio con i suoi, e in avvio di ripresa si vede subito. Il Bologna inizia a giocare con le marce alte, e l’onda rossoblù si abbatte subito sulla difesa granata: quattro occasioni per gli ospiti nel primo quarto d’ora. Inizia Poli (3’), arriva il palo di Danilo (9’), poi Palacio a tu per tu grazia Sirigu (12’) e chiude Sansone con un tiro velenoso (15’). Mazzarri capisce che nel serbatoio del suo Toro sta finendo la benzina e inserisce Laxalt (per Verdi) passando al 5-3-2 con l’uruguaiano nella posizione di mezzala.
IL MIRACOLO DI SIRIGU
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Mihajlovic è costretto a togliere un Bani acciaccato, al suo posto l’esterno offensivo Olsen, e poco dopo si gioca la carta Santander (fuori Orsolini). Nell’ultimo quarto d’ora c’è spazio per Edera (fuori Berenguer) e Dominguez (per Poli) che portano vivacità in un finale confuso e combattuto con i denti. Non poteva mancare il miracolo di Sirigu: ed eccolo, a due minuti dalla fine su Palacio in uscita. Alla fine, il Toro fa festa.



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