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AINA E MEITÉ A RAPPORTO!

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Prima di Brescia, c’è stata la ramanzina mirata per il nigeriano e il francese. Si distraggono spesso e sono poco determinati, ma hanno grande talento e sono giovani: il tecnico crede molto in loro.
Soprattutto da loro vuole di più. Molto di più: Perché sono giovani e possono dare tanto per il presente e per il futuro. Perché sono talentuosi. Prima di Brescia-Torino, finita con una beneaugurante scorpacciata di gol, Walter Mazzarri ha tenuto a rapporto Soualiho Meité e Ola Aina, da soli, lontano da occhi indiscreti, per spronarli. Non voleva mortifricarli, anzi; ma metterli di fronte alle loro repsonsabilità, figlie delle loro potenzialità, sì. Il tecnico è stato chiaro e come al solito molto diretto. Il succo del discorso è questo: cari ragazzi, così non va bene, da voi mi aspetto molto di più. E, guarda caso, a Brescia i due sono apparsi in progresso. Perché l’allenatore è deciso a puntare su di loro anche contro l’Inter e vede i due giocatori fondamentali sia per il prosieguo del campionato sia per la prossima stagione. Ed ha ragione: si tratta i due ragazzi dalle grandissime potenzialità che sono stati pagati cari - dunque rappresentano un capitale anche economico, non solo tecnico - e che possono e devono migliorare. A MEITÉ Dal francese Mazzarri vuole in particolare più decisione in zona tiro. In diverse occasioni ha ufficialmente messo “i puntini” su questo aspetto. «Ha due piedi che deve sfruttare meglio, soprattutto in fase conclusiva. Si deve prendere la responsabilità di cercare la botta anche da lunga distanza». E a Brescia il giocatore ci ha provato. Sin da subito, dopo una manciata di minuti, fallendo il bersaglio di pochi centimetri. Inoltre ha chiesto che sia più sbrigativo con il pallone: spesso, anzi quasi sempre, lo tiene più del previsto e alla fine lo perde permettendo agli avversari di ripartire in contropiede con grande velocità. In questo modo mette in difficoltà la difesa. Quindi: un tocco, massimo due, e poi via il pallone; se in difficoltà, anche al compagno più vicino senza sentirsi in obbligo di strafare. Il giocatore - lo ricordiamo - è stato valutato undici milioni ed è arrivato in granata con uno scambio (quasi alla pari) con Barreca (al Monaco). E pensare che all’inizio della scorsa stagione Deschamps aveva addirittura pensato di portarlo in Nazionale e per questo lo aveva fatto visionare in più di un’occasione. Questo fatto può averlo condizionato, di sicuro da quel momento le sue prestazioni si sono fatte meno positive. Adesso ha la possibilità e il dovere di fare il salto di qualità: innanzitutto perché l’allenatore crede in lui. A OLA AINA Al nigeriano Mazzarri ha chiesto più concentrazione e più spinta offensiva. Il primo è il problema più grosso visto che spesso durante la partite l’esterno si “addormenta”. Ovvero si concede delle pause incomprensibili. Però quando parte palla al piede diventa pericoloso. Deve imparare a gestire le diverse situazioni e restare sempre sul pezzo. Tra l’altro ha una rimessa laterale ad ampia gittata che può diventare insidiosa come un calcio d’angolo; ma pure quella va eseguita bene - con concentrazione, appunto - per evitare che si trasformi in un boomerang per la ripartenza avversaria. Giocatore dal grande potenziale. Il Toro, proprio quest’anno, lo ha riscattato a titolo definitivo dal Chelsea versando dieci milioni. Adesso il giocatore è con la sua Nazionale e al rientro sarà, sicuramente, uno dei grandi protagonisti della sfida contro l’Inter. Il Toro, su di lui, come detto prima ha fatto un investimento importante e intende insistere. CONCLUSIONE Meité e Ola Aina rappresentano il futuro del Toro. E se Mazzarri ha deciso di riservare loro una ramanzina ad personam - anzi, a coppia - è perché in loro crede. Altrimenti, si sarebbe evitato una perdita di tempo.
fonte tuttosport


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