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«ROBALDO? ANDIAMO AVANTI»

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La vera novità è che non ci sono novità. La questione Robaldo rimane in sospeso, almeno nei fatti. Anche se, in una fase di incertezza totale riguardo l’inizio dei lavori (figuriamoci per quanto concerne la fine, inizialmente prevista per l’avvio della stagione 2020- 2021, scadenza oggi più che mai a rischio), il Toro ci ha messo la faccia. Intervenendo, seppur in maniera timida e senza sbandierare illusioni, in occasione della ALBERTO GERVASI TORINO Posto fisso cercasi. La lesione al legamento collaterale mediale del ginocchio destro di Lyanco ha sparigliato le carte nella difesa di Walter Mazzarri, ma ha contestualmente riacceso la sfida fra Bremer e Koffi Djidji per completare la difesa sabato contro l’Inter. Una corsa a due che parte dalla panchina per poi arrivare nella parte sinistra della retroguardia a tre granata, ad oggi ancora senza padrone visti gli avvicendamenti nelle prime 12 giornate di campionato. In questo momento, Bremer è in vantaggio sul compagno di squadra per affiancare gli intoccabili Armando Izzo e Nicolas Nkoulou contro i nerazzurri, ma le gerarchie non sembrano ancora definitive. Una pole position, quella del numero 36, confermata anche dai minuti che lui e Djidji hanTORINO. Contro l’Inter come fanno i pompieri: senza paura. La partita di sabato sera all’Olimpico Grande Torino contro i nerazzurri sarà la prima dopo i fatti di Quargnento (in provincia di Alessandria) in cui hanno perso la vita i tre vigili del fuoco Marco Triches, Antonino Candido e Matteo Gastaldo. Quest’ultimo, tifosissimo granata, certamente non avrebbe mancato l’appuntamento con il suo Toro allo stadio. Le tre vittime dell’esplosione nella notte fra il 4 e il 5 novembre verranno ricordate serata organizzata dal Toro Club Eugenio Castigliano di Vercelli. Due sere fa, infatti, ha parlato il direttore sportivo granata Massimo Bava, presente al Ristorante Twenty di via XX Settembre 20 a Vercelli. A lui è stato consegnato il premio “Gallo di Sant’Andrea” e di fronte alla platea presente ha espresso un proprio pensiero sul Robaldo. Più che un pensiero, un auspicio, riportato da Toro News: «Andiamo avanti a lavorare, non ci fermeremo finché non lo avremo realizzato». Cosa manca, dunque? no finora disputato in serie A: il brasiliano ha giocato 471’ nelle 6 apparizioni in campionato, mentre il franco-ivoriano è ancora fermo a 292’ in 7 presenze. Bremer, dal canto suo, ha anche disputato per intero le 6 partite del Torino nei preliminari di Europa League (540’ in totale), ed è sceso in campo dal primo minuto nelle ultime due di campionato contro Juventus e Brescia. La lotta per prendersi il posto di Lyanco, comunque, si annuncia ancora ampiamente aperta per i due centrali. Djidji ne è consapevole e, nei giorni scorsi, lo ha indirettamente espresso su Instagram:«La pazienza non è la capacità di aspettare, ma la capacità di mantenere un atteggiamento positivo nel frattempo! Ciò che desideri arriverà, sii paziente, è umano perdere la speranza, voler rinunciare, voler smettere di combattere, quando i nostri sogni poco prima dell’inizio della partita, quando capitan Andrea Belotti deporrà un mazzo di fiori in curva Maratona sotto allo spicchio dove campeggia lo striscione del Toro Club “Pompieri Granata”. Con lui anche i due soci (nonché vigili del fuoco) del circolo torinista, il presidente Lorenzo Fresta e il vice Massimiliano Durante. Un gesto per onorare la memoria di chi ha perso la vita in un’assurda tragedia che ha unito tutto lo sport italiano. Un momento di fede e commozione che precederà la performance di Valerio LiUn permesso che consenta al Toro di costruire, di mettere la cosiddetta prima pietra. L’ok c’è, su tutti i fronti: perché la concessione trentennale del terreno di Strada Castello di Mirafiori è nelle mani del club granata da quasi quattro anni (8 marzo 2016), così come l’ultimo sospirato via libera del Consiglio Comunale, ottenuto con fatica immane l’11 febbraio scorso. Ma qualche intoppo persiste. In questo senso, di mezzo c’è la Circoscrizione 2, almeno dal momento in cui l’Assessore allo Sport Roberto Finardi in esclusiva a Tuttosport ha tirato fuori dalla contesa il Comune di Torino: «Arrivati a questo punto, non dipende più da noi: per quanto mi riguarda non ci sono motivi che spieghino il perché non siano iniziati i lavori». E allora, essendo nell’interesse del Toro costruire una struttura candidata a diventare un gioiello italiano (quanto meno per tutta la fatica fatta dal ds Bava, dal direttore operativo Alberto Barile e da tutti coloro che hanno lavorato davanti e dietro le quinte), rimangono in sospeso le risposte della Circoscrizione 2. Finora non pervenute, nemmeno di fronte ad esplicita richiesta: il punto di vista della presidente Laura Bernardini riuscirebbe a districare almeno una parte della matassa. Dunque, non ci sono novità: resta il progetto del Toro, che sogna di creare un unico tetto per le giovanili. Ma rimane anche l’attesa, legata a permessi burocratici che non arrivano, nonostante i preventivi con le aziende che costruiranno il Robaldo siano pronti da un pezzo. I tifosi, intanto, friggono: quando potranno assistere alla fioritura della Coverciano granata?
fonte tuttosport


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