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«NESSUN GRANATA È DEMOTIVATO»

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Difensori, capitani e bandiere. Emiliano Moretti e Roberto Cravero, due simboli per i tifosi granata protagonisti di “Sportweek Talk” ieri pomeriggio, insieme con l'ex ciclista Ivan Basso, alla Rinascente di via Lagrange a Torino. Affiatati come se avessero giocato insieme nella retroguardia granata e disponibili a soddisfare le curiosità dei torinisti presenti. Moretti ha ripercorso la sua carriera al Toro: dall’arrivo nel 2013, all’ultima volta in cui ha calcato il terreno dell’Olimpico Grande Torino alla fine della  stagione scorsa. Schietto e sincero, sia nello spiegare il passaggio dal campo alla scrivania, che quando è stato interrogato sul momento attuale del Toro: «È una settimana - ha detto rispondendo a una domanda sul match di domenica fra Torino e Cagliari - in cui la squadra sta lavorando molto concentrata. Arriveremo alla partita con tutto quello che servirà per portare a casa una prestazione importante». Dello stesso avviso anche Cravero, capitano di quel Toro che sfiorò la vittoria in Coppa Uefa nel 1992 con Emiliano Mondonico in panchina: «Ci sono dei momenti di maggiore freschezza e brillantezza, in cui è determinante l’aspetto mentale. Ti senti libero e in fiducia. Altre volte, invece, queste cose vengono a mancare. Credo che il Toro sia partito con delle aspettative importanti, e che abbia perso qualcosa per strada: c’è tempo per recuperare, a partire dalle prossime gare». L’evento è stata l’occasione per alcuni tifosi di tastare il polso della squadra tramite lo stesso Moretti, collaboratore tecnico-societario e collante fra lo staff dirigenziale e la rosa. Due le questioni oggetto delle domande: l’obiettivo Europa League («Non ho la sfera di cristallo, ma un altro San Mamés lo farei volentieri, quindi lo spero»), ma soprattutto l’approccio alle ultime gare della formazione di Mazzarri. «Non esiste nessun calciatore che entri in campo non motivato e non concentrato - ha sottolineato Moretti riprendendo una frase usata in precedenza da Cravero -. Possono esserci mille motivazioni, da quelle personali a quelle della propria squadra e di quella avversaria. Per i calciatori la domenica è vita. Non ho mai conosciuto giocatori entrati in campo senza voglia». I ricordi, per Cravero, sono tornati alla sua esperienza in granata (307 le presenze in totale in 12 stagioni) e al mito del Grande Torino perito a Superga nel 1949:«Sono entrato al Fila nel 1974. Tutto ti faceva capire perchè quella era considerata la squadra più forte in Italia. È sempre stata una leggenda tramandata, ma sarebbe stato bello conoscerli, viverli e sentire la loro storia». Proprio sul Fila, un tifoso ha chiesto a Moretti quando la struttura potrà tornare ad essere più accessibile alla gente: «È un tema di cui si parla spesso. Siamo in un’epoca in cui alcune cose non sono così facilmente praticabili, ma riguarda tutte le squadre. Chi lavora al Toro, mister in primis, vuole andare incontro a questa situazione. È già prevista la risoluzione della problematica».
fonte tuttosport


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