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«MI METTO LA CORAZZA»

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«In vent’anni di carriera ho vissuto diversi momenti particolari, ho la corazza per certe cose, non ho problemi da questo punto di vista. Io mi concentro solamente su tutti gli aspetti che riguardano la squadra. Per me tutto è finalizzato alla partita successiva». Così Walter Mazzarri commenta il suo momento e quello del Toro. Non lo preoccupano quelle strane scosse telluriche che si sentono sotto la sua panchina. Lui va avanti. Con grande onestà. Di questo bisogna dargliene atto, il tecnico ha sempre lavorato con determinazione provandole tutte, ma proprio tutte, per dare un’identità vincente e continuativa al gruppo. E spera che oggi, ore 15, Belotti e compagni rispondano alle sue sollecitazioni e alle sue speranze. PAROLA D’ORDINE Guarda avanti. «Noi tutti ora dobbiamo solo pensare che le cose negative appartengano al passato. Nel derby i ragazzi hanno ritrovato la compattezza, si sono notati dei segnali forti, chiedo ai ragazzi quello spirito che si è visto conto la Juventus, dove non meritavamo di perdere. Tutta la settimana abbiamo lavorato per cercare di ritrovare certe nostre caratteristiche: nel derby ho rivisto quella fiamma che dobbiamo sempre tenere accesa e quella rabbia agonistica la dobbiamo portare contro qualsiasi un avversario». Nel derby c’è stata la fiammata, sì, ma anche un grossolano errore in occasione del gol bianconero. «Il gol preso nel derby? Noi abbiamo il castello difensivo nei calci d’angolo e lo abbiamo sempre fatto bene, la Juve ha fatto un angolo manovrato e la palla è stata messa oltre l’ultimo giocatore, due o tre dei miei sono andati per eccesso di voglia a difendere la porta verso la linea; sarebbe bastato che si fossero girati nella loro posizione e non avremmo subito la rete. Mi brucia ancora, non meritavamo di perdere». E anche quella di Brescia, per mille motivi, sarà una sfida particolare. Oltretutto c’è un nuovo allenatore. «Il cambio ci può portare delle difficoltà in più, però io vorrei parlare solo del Toro. Tutte le partite sono difficili in serie A, ma - insiste - se noi siamo squadra possiamo fare bene con tutti». AI TIFOSI Il Toro svolta, dunque. E cambia le abitudini. Incrina la blindatura, ha deciso di concedersi qualche volta ai tifosi per consolidare il rapporto. Tutte le settimane, nel primo giorno d’allenamento, le porte del Filadelfia saranno aperte per permettere alla gente di stare vicino ai giocatori. «Il Filadelfia a porte aperte? L’avevo programmato prima del derby. Continueremo ad aprire i cancelli nel primo giorno della settimana, comunque vadano le cose. Spero che ci sia però sempre rispetto per il lavoro di tutti». Chiaro il riferimento all’episodio - la risposta piccata al tifoso anziano che lo contestava - che lo ha visto suo malgrado protagonista. In ogni caso, un’iniziativa apprezzabile, un primo passo: meglio tardi che mai. ZAZA E PARIGINI KO Sono 20 i convocati. E a destare sorpresa è l’assenza, nell’elenco, di Simone Zaza. Per l’attaccante nessuna comunicazione ufficiale; informalmente, si parla di trauma distorsivo alla caviglia rimediato proprio nella seduta di rifinitura: da valutare i tempi di recupero. Il giocatore sarà visitato dai medici lunedì alla ripresa degli allenamenti. Assenti pure gli infortunati Bonifazi, Falque e Parigini colpito da un problema muscolare alla coscia sinistra: «Per Iago è una stagione maledetta, pare starà fuori per molto tempo. Mi spiace. E non avrò neppure Zaza. Gli infortuni ci sono sempre stati ma io ho sempre parlato dei presenti. Piangersi addosso, soprattutto in questo momento, non serve a nulla. Niente alibi. Chi scenderà in campo sarà all’altezza della situazione. La formazione? Tanto la azzeccate da soli, non fatela dire a me. Molti verranno riconfermati dal derby, poi io quando scelgo chi mandare in campo faccio anche tante altre considerazioni. Vi dico solo che Berenguer è in ripresa e in settimana l’ho visto molto bene». Questo, però, non significa che parta dall’inizio. IL RAZZISMO Toro a Brescia dopo il caso Balotelli. Anche qui Mazzarri ha le idee chiare. «Il razzismo e la violenza verbale dovrebbero essere puniti. Balotelli è un campione, che sta bene anche fisicamente e noi dovremo fare attenzione. Quello che è successo in settimana? Mi stupisco che nel 2019 si debba ancora parlare di razzismo, questa è una parola che non dovrebbe più esistere. Io vorrei che negli stadi i tifosi facessero il tifo solo per la propria squadra, che non ci sia neanche violenza verbale verso giocatori o tifosi delle altre squadre. In Inghilterra viene punita anche la violenza verbale, figuratevi il razzismo.
fonte tuttosport


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