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«LA CURVA ALLE FAMIGLIE»

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«Mi presento per chi non mi conosce: mi chiamo Maria Rosa Mascheroni, di mestiere faccio la commercialista, ho 55 anni e dal maggio 2017 sono la presidente dell’Unione Club Granata. Ero già stata tra i fondatori dell’associazione, nata nel settembre 2016 per colmare il vuoto lasciato dalla dissoluzione del vecchio Coordinamento dei Toro club. All’Unione sono affiliati ben 107 Granata club di tutto il mondo. Da più di 20 anni sono anche la presidente del Toro club “Leo Junior” di Castagnole Monferrato, nell’Astigiano. Tifo Toro fin da bambina: sono cresciuta in una famiglia tutta granata. Ovviamente vado sempre allo stadio e anche quest’anno mi sono comprata l’abbonamento nei Distinti. Ero lì, difatti, quando sabato sera sono scoppiati gli incidenti in curva Primavera, prima della partita con l’Inter». «Ho ricevuto subito messaggi su messaggi, e più ancora nella notte e il giorno dopo, quando mi hanno anche telefonato decine e decine di tifosi spaventati, preoccupatissimi. Una valanga di testimonianze, di foto, di video spaventosi. E i racconti erano tutti simili: chi era in curva mi ha detto che c’è stata una sorta di aggressione compiuta da ultrà nerazzurri, chiaramente riconducibili alle frange più estreme della tifoseria interista. Incappucciati, vestiti di nero. Armati di bastoni, aste, anche coltelli: sì, più testimoni oculari mi hanno detto di aver visto anche i coltelli». «Dapprima le provocazioni, poi le botte. Mi hanno detto che i primi a essere stati colpiti da ’sta orda di barbari sono stati una famiglia con dei bambini e un anziano (a seguire, gli scontri con i “Torino Hooligans”, come stabilito dalla Digos, che ha arrestato 5 ultrà granata; indagini ancora in corso per identificare gli altri colpevoli, ovviamente di entrambe le fazioni; ndr). In curva si sono improvvisamente aperti vuoti enormi, si è originato un fuggi fuggi genera le. La Primavera è piena di famiglie: i genitori scappavano cercando di portare il più lontano possibile i loro bambini, terrorizzati, scioccati». «Voi di Tuttosport state portando avanti una seria inchiesta giornalistica su questi fatti. Avete ragione: è andata bene, poteva scapparci il morto. Avete anche scritto che la violenza non è mai giustificabile, di qualunque colore sia: ovviamente anche noi la pensiamo così. L’Unione Club Granata aiuta i Toro club a crescere, a organizzare trasferte, eventi, feste, a promuovere un tifo caldo ma sempre pacifico, diffondendo la fede granata il più possibile a cominciare tra i bambini, i tifosi di domani. E proprio a loro penso, adesso: che diciamo loro, cosa spieghiamo, cosa raccontiamo ai bambini che sono rimasti traumatizzati, perché erano lì a due passi dai violenti? Portati via in braccio da madri e padri nella calca. Correndo sui seggiolini, disperatamente, inciampando, cadendo a terra. Da tantissimi anni lo stadio del Toro era diventato un fiore all’occhiello. Vogliamo forse che diventi improvvisamente un luogo di terrore e di violenze?». «Tanti bambini, ma non solo i bambini: anche centinaia e centinaia di adulti, donne e uomini, erano terrorizzati. Difatti molti hanno abbandonato lo stadio anche se la partita doveva ancora cominciare». «Domenica mattina ho subito inviato una nota ufficiale ai vertici del Torino Fc. Ho espresso i sentimenti della tifoseria che rappresento e chiesto un incontro urgente. E’ evidente che è stato un errore permettere la vendita libera dei biglietti in curva per una settimana fino a 4 giorni prima della partita. E i fatti hanno dimostrato che poi, nonostante chi di dovere sapesse che sarebbe arrivata un’orda di circa 400 ultrà interisti, il servizio d’ordine non è stato adeguato. Sono stati commessi tanti errori differenti, insomma, da chi doveva garantire la sicurezza. Basta guardare i video, le foto: là dove ci sono stati gli scontri più brutti, c’erano solo 2 steward in mezzo. Come potevano tener separati gli ultrà ed evitare questa violenza inaudita? E com’è possibile che tanti interisti abbiano potuto portare in curva bastoni, aste, coltelli? E perché proprio gli ultrà più violenti sono entrati in Primavera, invece di finire nel settore ospiti con le sue barriere divisorie? E’ un’altra... stranezza, questa». «La prevenzione non ha funzionato, è chiaro che si sono sommati diversi errori. Non sta a noi né cercare i colpevoli né accertare le responsabilità. Ma con il Torino sono stata fin da subito molto chiara: non devono mai più verificarsi fatti così gravi. Già col Napoli si era corso un rischio analogo per gli stessi motivi. Ho subito chiesto un incontro per ottenere garanzie, per pretendere misure di sicurezza adeguate affinché in futuro non capitino più fatti così gravi, spaventosi, pericolosi. Il Torino si è detto disposto a incontrarci, e ci mancherebbe che non fosse così! Aspettiamo a breve comunicazioni, ora». «In curva Primavera, come in qualsiasi altro settore, si deve poter respirare un clima sereno, pacifico, indipendentemente dai risultati o dalla tipologia degli avversari. Con la libertà di poter tifare, esultare, cantare, criticare... E aggiungo: anche contro l’Inter, ma non solo con l’Inter, è stato creato un ulteriore settore ospiti pure nei Distinti. Per fortuna almeno lì non sono scoppiati incidenti. Ebbene, i pericoli devono scomparire dalla curva Primavera, ma non potranno certo essere spostati altrove». «Tutti noi tifosi civili rivogliamo subito uno stadio sicuro e granata. E vogliamo che la Primavera possa continuare a essere, come da tradizione, una culla anche per famiglie, bambini, anziani. Per tutti. Una curva libera di tifare, di esprimere la propria opinione. Una curva protetta come tutti gli altri settori. Sempre»


Bloccate altre pagine Facebook di testate giornalistiche online
TORINO. Si infittisce sempre più il mistero legato all’oscuramento di pagine Facebook di alcune testate giornalistiche online che seguono le vicende sportive del Torino, oltreché di tanti profili individuali, anche in assenza di frasi ingiuriose, minacciose o insultanti. Dopo il blocco, nei giorni scorsi, della pagina di “Toro.it” (tornata regolarmente fruibile ieri dopo le dovute verifiche dei tecnici del social network), è toccato a “Torinogranata.it” (sito legato a “Tuttomercatoweb”). Ieri gli operatori del sito sono stati impossibilitati a condividere sulla loro pagina Facebook gli articoli, a causa dei presunti contenuti che violano gli standard della community. Scomparsi i post degli ultimi due mesi, i più neri di questo inizio di stagione della formazione granata, e impossibili da condividere i contenuti del sito. Segnalati, questi ultimi, come offensivi da altri utenti Facebook. Disagi per gli utenti e non solo, in attesa che venga svelato l’arcano.
fonte tuttosport



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