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«INTER, OCCHIO AL TORO»

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Un giorno spera di lavorare di nuovo nel settore tecnico, riprendendo il percorso interrotto quando lasciò il ruolo di ds del Chiasso nel 2017. Intanto Fabio Galante, 46 anni ieri, fra un incontro con i ragazzi per parlare di bullismo e un viaggio in Cina con il presidente Steven Zhang, si gode il suo ruolo di Brand Ambassador dell’Inter, una delle squadre che più hanno segnato la sua carriera, assieme al Torino. E sabato sera commenterà in tv proprio Toro-Inter. «Un incrocio difficile per tutti, anche perché la partita dopo la sosta non si prepara mai nel modo ideale. Mazzarri poi ha perso Lyanco e Laxalt, due giocatori importanti». Galante, è un esame per le ambizioni europee del Torino? «Dopo un inizio fra alti e bassi, ora il Toro è sulla buona strada, deve capire a quale livello di forza può ambire. E' un test anche per l’Inter: sta facendo un campionato straordinario, è a un solo punto dalla Juventus, ma ha di fronte una nuova prova di maturità su un campo difficile contro un’ottima squadra». Servirà un Torino corazzato? «Bisogna vedere come la vuole interpretare Mazzarri, ma è chiaro che quando hai di fronte una squadra così più forte sei costretto a difenderti. Però di sicuro il Torino sa essere pericoloso con le ripartenze, quindi all’Inter non conviene concedere spazi». A Belotti farebbe comodo un trequartista? «Tutti vorrebbero avere alle spalle giocatori di qualità come quelli con cui gioca in Nazionale, capaci di servirlo in velocità con i tempi giusti. Così è più facile per un centravanti. Però il Torino ha sulle fasce dei giocatori che possono mettere Belotti nelle condizioni giuste. E poi vedo che con Zaza si aiutano e si cercano».Chi invece fatica è Verdi. Perché? «Dire cosa gli manca è difficile. Il Torino è il posto giusto per crescere ed esprimersi al meglio. Ha qualità, credo sia uno degli investimenti più importanti della gestione Cairo. Quando troverà la migliore condizione, con due partite giocate bene può entusiasmarsi e mostrare il suo valore». Si iscrive al partito di chi ritiene Sirigu il miglior portiere italiano in attività? «Se la gioca con Donnarumma e con Meret, ma oltre al rendimento lui può garantire affidabilità e esperienza». Izzo è pronto per una grande squadra? «A volte dico che mi rivedo in lui, tatuaggi a parte. Dà sempre tutto, ha temperamento, forza fisica, è bravo di testa e fa qualche gol. Non so se come titolare, ma in una big di Serie A ora ci starebbe». Slitta la realizzazione del Robaldo, la «Coverciano del Torino»: aiuterebbe per il salto di qualità? «Chi ha lo stadio è avanti anni luce, ma anche avere un centro di allenamento delle giovanili aiuta. Allenandosi, dormendo, mangiando e trascorrendo tante ore assieme nello stesso posto i ragazzi sviluppano il dna di una squadra. Ma io sono fiducioso, Cairo ogni anno ha messo un tassello per far crescere il Torino». Dalla “cantera” dell’Inter viene Esposito. «Quel ragazzino mangia l’erba quando entra in campo, è forte e non ha paura di nulla. Si vede che allenandosi con dei campioni, mettendoci la testa giusta, sta crescendo. Anzi, direi che sta bruciando le tappe». L’uomo chiave dell’Inter? «Si può pensare a Brozovic, a Barella, a Lautaro o a Sensi che ha fatto la differenza prima di infortunarsi. Ma la forza dell’Inter è il gruppo. Quella di Conte è una squadra organizzata che tiene i reparti compatti, va sempre alla ricerca della vittoria». Ogni tanto la difesa a tre va in difficoltà. «Dipende da come viene insegnata. Io ho giocato 15 anni a tre, anche al Torino con Camolese, uno dei più bravi fra gli allenatori che ho avuto. Con lui sapevo sempre quello che dovevo fare, e allo stesso modo credo che Conte catechizzi i suoi difensori, in modo che con il pallone fra i piedi abbiano sempre due o tre soluzioni di passaggio diverse. L’Inter ha i tre migliori centrali della Serie A: Skriniar sul centrosinistra, De Vrij che imposta e Godin a destra». E poi è esploso Bastoni. «Ha qualità ottime. Ma si vede che l’Inter lavora bene in settimana, e lui in campo poi va sicuro, con la sfrontatezza di un veterano».
fonte tuttosport


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