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«GIOCATORI, ABBIATE RISPETTO»

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La sconfitta con l’Inter non gli ha fatto perdere il sorriso. Quello piuttosto, Piero Chiambretti, lo perde guardando la classifica, cercando il Torino, pensando che questa stagione poteva essere diversa, quella della consacrazione. Tutto rinviato a data da destinarsi ma non il suo ritorno in televisione, in prima serata, da mercoledì sera con la Repubblica delle Donne. Lo fa con CR4, da non confondere assolutamente con CR7, anche se si parla di due fuoriclasse indiscussi. «Non bisogna mai buttarsi giù nella vita, nemmeno dopo una sconfitta con l’Inter che ci può stare anche per come è maturata. Il mio Torino non ha giocato male. Non voglio cercare alibi ma abbiamo perso Belotti dopo dieci minuti e abbiamo giocato su un campo, è paradossale dirlo, che ci ha penalizzato».«Bisogna ripartire, come dicono gli allenatori, dal lavoro. Io credo che il Torino di cinque, quattro o anche tre mesi fa non possa essere sparito nel nulla. I giocatori sono gli stessi, i tifosi sono gli stessi, l’allenatore è lo stesso e anche il presidente non è cambiato. Devono fare gruppo, devono ricordarsi chi sono, devono onorare la maglia granata. Poi da tifoso dico che magari a gennaio venderemo quelli in esubero, che mi dicono rumoreggino nello spogliatoio; e se è possibile, se il mercato lo concede, compreremo qualche giocatore non solo per rinforzare la panchina. Elementi che potrebbero giocare anche da titolari».Le aspettative a inizio stagione erano sicuramente altre. «Forse il grande problema, come sempre... e qui mi attacco anche alle dinamiche della televisione..., è che non bisognava mai creare delle aspettative così alte, darsi degli obiettivi dichiarati. Bisogna tenerseli dentro e poi sperare di raggiungerli». Cosa è successo? «E’ successo che il giocattolo si è rotto e ora bisogna aggiustarlo. Bisogna capire anche chi l’ha rotto e come si aggiusta. I giocatori certamente hanno le loro responsabilità, ma devono essere responsabilizzati dal presidente e dall’allenatore che è un uomo di grande esperienza». Preoccupato per il Torino? «Io non sono preoccupato per il recupero in classifica, perché ci sarà una risalita, mi dispiace però che la stagione sia già compromessa. Però mi consolo guardando il Milan e il Napoli…». Walter Mazzarri è ancora l’uomo giusto? «Il Torino in campo deve avere il giusto tremendismo. Io non so quale possa essere l’allenatore in grado di venire da noi oggi con la bacchetta magica per risolverci tutti i problemi. Ricordiamo che lui arrivò dopo il bravo Sinisa Mihajlovic e con molta calma rimise insieme la squadra. E l’ha portata in un anno e mezzo in Europa. Poi è successo qualcosa e ora la squadra non è la stessa della fine del campionato scorso, sicuramente la difesa ha perso consistenza». Bisogna aggrapparsi sempre ad Andrea Belotti? «Andrea ha tutta la mia stima, potrebbe giocare in tutti i ruoli, anche da portiere. E’ l’unico in Italia che al momento non ha sostituti. In passato era stato disturbato dalle tanti voci di mercato, ma poi è tornato a segnare. Anch’io se la BBC mi chiamasse avrei qualche tentennamento... Ma per come sono fatto io, e credo anche Andrea, il fatto di sapere che altri ti cercano è uno stimolo in più per migliorare le tue prestazioni nella squadra dove giochi». Potrà diventare una vera bandiera di questo Torino? «Si, potrebbe diventarlo. Lo spero: almeno lui…».
fonte tuttosport


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