«GENNAIO: EDERA VIA» E C’È IL REBUS PARIGINI - Notizie Toro - blog1

Vai ai contenuti

«GENNAIO: EDERA VIA» E C’È IL REBUS PARIGINI

blog1
Pubblicato da in giornali ·



Vederli sudare in allenamento è stato un piacere. Sì, sono professionisti, ma agli occhi dei tifosi rischiavano di diventare delle meteore. I destini di Vittorio Parigini e Simone Edera si somigliano parecchio. Entrambi figli del vivaio granata, entrambi talentuosi, entrambi finiti all’ultimo posto delle gerarchie di centrocampo e attacco di Walter Mazzarri. Entrambi, dunque, chiamati a compiere una vera e propria scalata per tornare a mettere la testa sopra la sabbia. A partire da Parigini, che i galloni di WM li ha persi strada facendo dopo averli faticosamente conquistati lo scorso anno. Chi lo ha visto all’opera, in casa e in trasferta, ricorda lui come l’uomo dell’autunno 2018: mai indispensabile, ma sempre utilissimo, soprattutto a partita in corso. Il popolo granata ha nella testa le sue sgroppate col Frosinone, nella gara d’andata di inizio ottobre della scorsa stagione: la squadra rischia di annegare di fronte ai ciociari e lui ravviva tutta la banda con una prestazione da incorniciare. Mazzarri, così, gli ha concesso tanti altri spezzoni. Vittorio, ai tempi, definì il tecnico di San Vincenzo «un secondo padre», proprio perché riuscì a tirar fuori il meglio da un ragazzo sì di prospettiva, ma tremendamente discontinuo. Poi, ecco bussare alla porta la sfortuna. O meglio: si scrive sfortuna, si legge pubalgia. E addio Europeo Under 21, il sogno che Parigini era riuscito a cullare guadagnandosi la stima del ct Di Biagio. La musica, quest’anno, è cambiata radicalmente rispetto a dodici mesi fa. Rosa un pizzico più ampia, spazi ridotti e l’ormai celebre uscita maldestra sui social («mi fanno passare per infortunato») mentre il Toro crollava a Udine. Così Parigini ha pagato con reprimenda pubblica, privata e soprattutto con altre tribune. Ora sta provando a invertire la rotta. Una scena su tutte ha colpito i presenti all’allenamento di martedì a porte aperte al Filadelfia: la scivolata verso il portiere della Primavera Trombini per provare ad intercettare un pallone vagante. Spirito nuovamente battagliero, dunque, per l’esterno classe '96. A prescindere da cosa gli riserverà il futuro: comportarsi da professionista serissimo potrà solo essergli d’aiuto, malgrado un rinnovo di contratto discusso, ma nel congelatore da mesi. E l’attuale scadenza contrattuale già nel 2020 non concede certo troppo tempo, anzi. Nulla da dire, in termini di abnegazione, anche a Simone Edera. Pure lui, nel suo piccolo, lotta per far luccicare gli occhi di Mazzarri. L’agente Beppe Galli, in radio, ha guardato all’immediato futuro con realismo: «A gennaio cercheremo una destinazione per mandarlo a giocare altrove. Tra un paio d’anni dimostrerà tutto il suo valore, perché Simone è sempre stato un ottimo talento. Paga il fatto di essersi operato alla fine dello scorso campionato». E’ tornato fra i convocati per la sfida col Brescia. E ora Edera punta ad accumulare qualche minuto, approfittando della situazione d’emergenza in attacco, con Zaza e Iago Falque momentaneamente ai box. Sicuramente a gennaio il mercato consentirà a Simone di migrare, in prestito, verso altri lidi. Perché il Toro non ha intenzione di perderlo, ma intende continuare a monitorarlo. Valorizzando un capitale che rischia, altrimenti, di depauperarsi. Quando Maurizio Sarri allenava il Napoli, Edera finì sul suo taccuino: rispolverare quei fasti non è un’utopia, a maggior ragione se continuerà a lavorare duro.
fonte tuttosport


Torna ai contenuti