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«Class action contro il Torino»

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Cinque ultrà granata arrestati. E si parla di una sessantina di possibili Daspo in arrivo. Terrore, violenze e irresponsabilità in Curva Primavera: si ricomincia da qui. Dal comunicato ufficiale che ieri pomeriggio ha diffuso la Questura di Torino, insieme con un video degli scontri. Copiamo e incolliamo: «La Digos della Questura di Torino ha eseguito provvedimenti di “arresto differito”, entro le 48 ore previste dalla normativa (...), nei riguardi di 5 aderenti al gruppo ultras oltranzista dei “Torino Hooligans” per reati di rissa, violenza e lesioni ad incaricato di pubblico servizio aggravati. In particolare, poco prima dell’inizio dell’incontro Torino-Inter (...), un gruppo compatto di circa 20 supporter granata, tutti vestiti con abbigliamento scuro, perlopiù travisati, dopo essere entrati sugli spalti del secondo anello della curva sud dello stadio Olimpico Grande Torino (...), hanno aggredito alcuni supporter interisti, entrati con regolare tagliando per il settore “Primavera”, spintonando altresì alcuni steward, due dei quali hanno riportato lievi lesioni, che erano stati ivi dislocati per tenere separate le due tifoserie (...). Le due opposte tifoserie si sono fronteggiate sugli spalti della curva sud colpendosi reciprocamente con calci, pugni e strumenti atti all’offesa»: ovvero «aste di bandiera, cinte e manici di ombrelli». E «solo grazie all’intervento di personale della Digos e di altri steward è stato possibile interrompere l’azione criminosa. I summenzionati “arresti differiti” sono stati possibili grazie all’analisi trasversale delle immagini effettuata dal personale specializzato della “Sezione Indagini Tecnologiche” della Digos di Torino che sta proseguendo nell’individuazione degli altri responsabili delle azioni criminose. Contestualmente è stato avviato anche l’iter per l’adozione di provvedimenti Daspo nei confronti di tutti gli autori della violenta rissa. La Questura di Torino sta procedendo ad ulteriori accertamenti dai quali potrebbero scaturire altri provvedimenti sanzionatori».Questa, dunque, la ricostruzione della Polizia. C’è però da dire che molti testimoni oculari presenti in curva Primavera ci hanno raccontato un’altra versione: sarebbero stati gli ultrà interisti a caricare, senza fare distinzioni davanti a chi trovavano (anche anziani, famiglie). E da almeno un video che ci è stato inviato, e che circola anche in Rete, in cui sono stati ripresi gli inizi degli scontri, in tutta onestà pare proprio che sia stato un gruppo di ultrà nerazzurri armati di bastoni e aste ad attaccare per primi. Ma magari ci sbagliamo: non possiamo certo pensare di sostituirci al «persona e specializzato della “Sezione Indagini Tecnologiche” della Digos»: che dispone di video (telecamere fisse a circuito chiuso e non solo) e strumenti identificativi come nessun altro. Semplicemente, offriamo a chi di dovere un contributo in più, da giornalisti (in buona fede) e da cittadini (civili). Ripetendo, come già scritto ieri a chiare lettere, che nessuna forma di violenza è tollerabile. E che nessun violento può essere anche solo giustificato: mai. Di qualunque “colore” sia.E GLI INTERISTI “ARMATI”? Facciamo anche notare (lo testimonia pure una foto che ripubblichiamo oggi) che i gravi scontri e i pestaggi si sono ripetuti in posti diversi della curva Primavera. E che, fino a prova contraria, nessun provvedimento della Digos è stato preso nei confronti degli ultrà interisti corresponsabili delle «azioni criminose». Vedremo oggi. O nei prossimi giorni. Intanto l’avvocato Pierluigi Marengo, ex presidente del Torino (uno dei “lodisti” che salvarono il Toro dalla sparizione subito dopo il fallimento cimminelliano), ci ha detto: «Insieme ad altri colleghi avvocati granata, che mi hanno contattato dandomi la disponibilità a lavorare sulla questione, sto studiando le normative relative alla gestione dello stadio e relativa sicurezza, per verificare la possibilità sia di avviare una class action a favore degli abbonati (che potrebbero anche richiedere il rimborso dell’abbonamento, ndr), sia di presentare un esposto alla Procura sui fatti accaduti sabato, qualora i medesimi configurino ipotesi di reato». La tesi oggetto di valutazioni: il Torino, in sostanza, non avrebbe garantito la sicurezza in curva Primavera (come da doveri spettanti ai club), adottando adeguate contromisure. In particolare, le “responsabilità” emergerebbero dopo una settimana di “vendita libera” di biglietti in curva Primavera (dal 12 novembre), stoppata martedì scorso, il 19, a seguito di nuove indicazioni date dalle forze dell’ordine (da quel momento i biglietti sono stati venduti solo ai possessori di fidelity card “Cuore Granata”, la tessera che identifica i tifosi del Toro). Circa 400 ultrà interisti avevano già acquistato i tagliandi. E si sapeva che sabato sarebbe arrivata un’orda di ultrà nerazzurri, proprio perché era stata riservata loro apposta, per tempo, un’ampia zona all’interno della Primavera, però non adeguatamente divisa dal cuore granata della curva. Di qui le accuse di tanti tifosi: accuse di irresponsabilità a chi doveva evitare che violenti, ultrà e picchiatori potessero venire a contatto. Tanto più una volta che i biglietti erano finiti in mano anche a “soggetti a rischio”. L’adeguata attività di prevenzione è stata forse dimenticata in qualche cassetto? Non ci è scappato il morto: è andata bene.
fonte tuttosport


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